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Comando Vermelho è terrorista? I retroscena delle pressioni USA per classificare CV e PCC come organizzazioni terroristiche

Politica ✍️ Carlos Alberto 🕒 2026-03-10 13:43 🔥 Visualizzazioni: 1
Immagine riferita al Comando Vermelho

Chi segue la politica di pubblica sicurezza sa che il dibattito sull'etichettare le fazioni criminali come terroristiche non è nuovo, ma ha acquisito un'urgenza silenziosa nei corridoi di Brasilia nelle ultime 48 ore. Fonti che seguono i negoziati bilaterali mi hanno confermato: la pressione proveniente da Washington per inserire il Comando Vermelho e il PCC nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere non è mai stata così concreta. E il governo brasiliano ora deve fare buon viso a cattivo gioco, cercando di non pestare i piedi allo Zio Sam né di perdere la faccia da sovrano.

Il fantasma dello "Scudo delle Americhe" e la reazione del Itamaraty

È una storia che viene da lontano. Tempo fa, quando l'allora presidente Trump flirtò con l'idea di estendere la dura legge antiterrorismo statunitense alle nostre fazioni, l'Itamaraty diramò note caute. Ma quella che era una nuvola di fumo si è trasformata in un rogo negli ultimi mesi, specialmente dopo che il Dipartimento di Stato ha iniziato ad analizzare in dettaglio il modus operandi del CV ai confini e in Amazzonia. L'argomentazione degli americani è semplice: organizzazioni che controllano territori con violenza estrema, praticano il narcoterrorismo e destabilizzano intere regioni non sono semplici bande di criminalità comune. Mirano a un concetto più ampio di terrorismo, che va ben oltre i dirottamenti aerei come il tragico Volo Lufthansa 181 del 1977 — quel caso classico che tutti studiano nelle accademie di sicurezza, ma che oggi sembra quasi romantico rispetto alla sofisticatezza letale del crimine organizzato.

Il problema è che, per il Brasile, accettare l'etichetta di "terrorista" per il Comando Vermelho significa ingoiare un boccone amaro. Dietro le quinte, ho sentito da una fonte dell'alto governo che la preoccupazione non è solo semantica. È pratica: se gli USA attivano l'apparato antiterrorismo, possono congelare beni, bloccare transazioni e, soprattutto, emettere allerte rosse che bloccano qualsiasi negoziazione internazionale che coinvolga sospettati. E qui le cose si complicano. Immaginate la Polizia Federale che cerca di fare cooperazione tecnica con l'FBI mentre, allo stesso tempo, gli americani trattano il CV come un gruppo equivalente ad Al-Qaeda? La decisione potrebbe creare un attrito diplomatico infernale.

Quando il crimine diventa "Command Performance"

Chi segue le operazioni del CV a Rio o in Amazzonia sa che il livello di pianificazione e audacia impressiona. Le invasioni delle comunità, gli attacchi alle volanti e la logistica per trasportare droga fino in Europa non sono azioni da dilettanti. Al contrario, sono vere e proprie Command Performance — esibizioni di comando, come si dice nel gergo militare — dove ogni mossa è studiata per avere il massimo impatto. Non a caso, analisti di sicurezza negli USA paragonano alcune tattiche del CV a quelle usate da gruppi considerati terroristici in Colombia e Messico. Indicano, ad esempio, l'uso di esplosivi contro le forze di sicurezza e l'intimidazione sistematica di intere popolazioni, caratteristiche che offuscano il confine tra crimine organizzato e terrorismo.

La settimana scorsa, un rapporto di intelligence condiviso tra le polizie brasiliane e le agenzie di intelligence americane ha chiarito che il CV non si accontenta più di dominare le bocche di fumo. La fazione ha rami internazionali, tratta direttamente con produttori in Bolivia e Perù, e mantiene cellule persino in paesi europei. Questa portata globale è ciò che spaventa di più gli americani. Per loro, la minaccia ha smesso di essere locale e si è trasformata in un vettore di destabilizzazione continentale.

Gli effetti pratici di una decisione presa a Washington

Se il Dipartimento di Stato ufficializzasse la classificazione, cosa cambierebbe sul campo, nelle favelas e nei tribunali brasiliani? La verità è che, a breve termine, poco. Il CV continuerà a comandare nelle comunità dove già comanda, e il PCC detterà ancora le regole nel sistema carcerario. Ma a medio termine, gli effetti potrebbero essere profondi:

  • Congelamento di beni internazionali: Qualsiasi conto bancario o investimento legato a leader delle fazioni su suolo americano potrebbe essere confiscato.
  • Estradizione facilitata: Il meccanismo antiterrorismo permette agli USA di richiedere la consegna di sospetti con meno burocrazia, facendo pressione anche sui paesi vicini.
  • Pressione sulle banche brasiliane: Le istituzioni finanziarie che movimentano denaro sospetto potrebbero subire severe sanzioni dagli USA, forzando una caccia alle donazioni e al finanziamento delle fazioni.
  • Stigma diplomatico: Il Brasile potrebbe essere visto come un paese che non controlla il suo territorio, aprendo la strada a interventi camuffati da "cooperazione".

D'altro canto, c'è chi vede un'opportunità. Commissari di polizia con cui ho parlato dietro le quinte del Congresso credono che l'etichetta potrebbe sbloccare risorse e tecnologie americane che oggi sono fuori dalla nostra portata. "Se vogliono aiutarci a combattere i terroristi, che paghino il conto", ha riassunto uno di loro, in uno sfogo che mescola ironia e pragmatismo.

Il savoir-faire brasiliano

Il Planalto cerca di tenere in equilibrio due piatti: non può essere accusato di essere indulgente con il crimine, ma non vuole nemmeno dare munizioni ai discorsi di intervento. Negli ultimi giorni, sono circolate bozze di note ufficiali che cercano una terza via — quella di riconoscere la gravità delle fazioni, ma rifiutare la qualifica terroristica perché la Costituzione brasiliana ha strumenti propri per affrontare il problema. È una danza complicata, ancora di più con l'opinione pubblica sempre più sensibile al tema.

E voi, cosa ne pensate? Chiamare il Comando Vermelho terrorista risolve qualcosa o complica ulteriormente i rapporti con i vicini del Nord? Una cosa è certa: il dibattito è lungi dall'essere finito, e la prossima volta che sentirete parlare del CV, forse arriverà con un nuovo aggettivo — imposto dall'esterno, ma che riecheggerà a lungo nelle decisioni di sicurezza del Sud America.