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Il Secondo Atto di Donald Trump: Dazi, Echi di Epstein e lo 'Show' Continua

Mondo ✍️ Liam O'Connell 🕒 2026-03-04 19:32 🔥 Visualizzazioni: 1

Questa mattina, Donald Trump ci ha riprovato, lanciando una raffica di post dallo Studio Ovale che hanno fatto vibrare i cavi diplomatici da Dublino a Doha. Con la tregue in Medio Oriente che si sta logorando e i leader europei che corrono ai ripari per coordinare una risposta a Bruxelles, il 47esimo Presidente ha chiarito una cosa: il suo secondo mandato non riguarda l'abbassare il volume, ma l'alzarlo al massimo, al diavolo le conseguenze.

Donald Trump

Per noi qui in Italia, questo rumore di fondo sembra molto più vicino di 3.000 miglia. Abbiamo già vissuto guerre commerciali prima d'ora: i nostri produttori di formaggio e i distillatori di whiskey portano ancora i segni dell'ultimo round di ritorsioni tariffarie transatlantiche. Ma i dazi nella seconda amministrazione Trump si stanno delineando come una bestia del tutto diversa. Le indiscrezioni da Washington puntano a una nuova tassa del 25% su acciaio e alluminio europei già dal prossimo mese, con la minaccia di dazi settoriali su auto e prodotti farmaceutici che pende come una spada di Damocle sull'UE. Il Presidente del Consiglio, in una recente riunione con gli alleati NATO, ha colto l'umore a Bruxelles quando ha detto: "Dobbiamo rimanere uniti e fermi". Parole nobili. Ma l'unità basterà contro un Presidente che tratta i dazi non come politica economica, ma come intrattenimento in prima serata?

E poi c'è quell'ombra che non se ne va mai del tutto: il rapporto tra Donald Trump e Jeffrey Epstein. I documenti giudiziari desecretati la scorsa settimana, parte di una lunga saga legale, hanno riportato l'associazione sotto i riflettori. Si stanno riesaminando vecchi registri di volo, deposizioni di testimoni e foto dei primi anni 2000. Donald Trump Jr. è stato rapido nello sminuire la cosa durante una recente apparizione televisiva, definendola "storia antica riciclata per fare clic". Ma per molte persone, le immagini di Trump ed Epstein che ridono insieme a Mar-a-Lago sono un prurito che non smette di dare fastidio: un promemoria che nell'orbita di Trump, personale e politico sono per sempre intrecciati.

Questa perpetua confusione di ruoli è il motivo per cui The Donald Trump Show — un termine che è diventato sinonimo del suo unico mix di istinto da reality TV e realpolitik spietata — è ora in piena seconda stagione. Il cast include Don Jr., Eric e una Ivanka un po' più riservata, mentre i colpi di scena continuano ad arrivare: ritirarsi da un altro organismo dell'ONU una settimana, e quella dopo lanciare un bizzarro piano per "ricomprare" il Canale di Panama. È caotico, imprevedibile, ed è esattamente come piace alla sua base. Il resto di noi guarda, con i popcorn in mano, sperando che le ripercussioni non finiscano sulla nostra porta di casa.

In Medio Oriente, la fragile tregua mediata la scorsa primavera sembra ogni giorno più traballante. L'inviato speciale di Trump ha fatto la spola tra Riyad e Tel Aviv, ma gli appelli pubblici del Presidente per una "vittoria totale e decisiva" — che riecheggiano la sua retorica dell'era afghana — fanno strappare i capelli ai diplomatici. Il contrasto con l'approccio più multilaterale e di corteggiamento degli alleati di Joe Biden non potrebbe essere più netto. Per l'Europa, che ha passato anni a cercare di costruire una politica mediterranea coerente, è come guardare qualcuno che lancia un fiammifero in una stanza piena di vecchi giornali.

Quindi, cosa significa tutto questo nello specifico per l'Italia? Analizziamo l'impatto locale:

  • Formaggi e vino: Il settore agroalimentare, fiore all'occhiello del nostro made in Italy, è nel mirino. Se Trump applicasse dazi agricoli, i nostri produttori potrebbero subire un colpo fino a diversi miliardi di euro dall'oggi al domani.
  • Prodotti farmaceutici: La nostra voce di esportazione più importante verso gli USA sono i medicinali — basti pensare a tutti quei prodotti farmaceutici made in Italy. Un dazio del 25% colpirebbe duramente.
  • Tech e servizi digitali: La lunga disputa sulla tassa sui servizi digitali non si placherà. Trump ha già minacciato ritorsioni contro i vini francesi; i server dati italiani potrebbero essere i prossimi nella lista.

Alla fine, mentre The Donald Trump Show corre verso la sua prossima pausa pubblicitaria, l'Italia si ritrova bloccata in prima fila. Non possiamo cambiare canale e non possiamo fingere che la trama non ci riguardi. Tutto ciò che possiamo fare è prepararci ai colpi di scena, tenere aperti i canali con Bruxelles e sperare che gli autori non uccidano i nostri personaggi preferiti. Con questo cast, tuttavia, il finale non è mai, mai prevedibile.