Home > Tecnologia > Articolo

Metaverso: un sogno finito ancor prima di iniziare? La storia dei 70 miliardi di dollari svaniti nel nulla

Tecnologia ✍️ أحمد السبيعي 🕒 2026-03-20 10:30 🔥 Visualizzazioni: 1
Metaverso

Ci ricordiamo tutti, vero? Qualche anno fa, sui social, non si parlava d'altro che del metaverso, descritto quasi come una nuova Terra Promessa. Ci dicevano: "Preparatevi, la vita reale è finita, andremo tutti a vivere nel mondo virtuale". Promesse che piovevano come manna dal cielo, e Mark Zuckerberg, l'uomo che ha rivoluzionato i social network, ci aveva scommesso tutto. Tanto da cambiare il nome della sua azienda da Facebook a "Meta", giusto per farci capire che faceva sul serio. E, a dire il vero, all'epoca sembrava tutto il prologo di un sogno destinato a realizzarsi.

Ma... solo una settimana fa, è arrivata la notizia che per molti è stata come un fulmine a ciel sereno. Il grande progetto metaverso "Horizon Worlds" è stato ufficialmente chiuso. E non solo è stato chiuso, ma con sé ha trascinato nel baratro qualcosa come 70 miliardi di dollari. Settanta miliardi! Una cifra che fa fermare a riflettere: era tutto un'illusione? Il mondo intero era stato abbagliato da un'idea che da lontano sembrava scintillante, ma che in realtà era vuota all'interno?

Dal "Family Experiment" alla fuga dei miliardari

A proposito, questa storia mi fa venire in mente due libri usciti negli ultimi anni, che se li aveste letti cinque anni fa, avreste pensato che i loro autori fossero degli inguaribili pessimisti, o forse dotati di una sfera di cristallo. Il primo libro, intitolato "The Family Experiment", parla di un esperimento familiare in un mondo virtuale e di come questo mondo possa diventare una prigione dorata per le persone, anziché un rifugio. Il secondo libro, che ha fatto molto discutere, è "Survival of the Richest: Escape Fantasies of the Tech Billionaires". Questo saggio parlava degli imprenditori facoltosi della Silicon Valley, e di come i loro sogni di costruire mondi virtuali non siano altro che un modo per fuggire dalla dura realtà, e persino dalla gente comune, che considerano la causa di tutti i mali del mondo. Pensate un po': invece di risolvere i problemi reali, preferiscono costruirsi mondi privati per sé e per i propri figli! Non è forse assurdo?

Ed è esattamente ciò che è accaduto con il progetto di Zuckerberg. Il progetto che avrebbe dovuto essere una piattaforma per tutti si è trasformato in una bolla gigantesca. All'inizio la gente ha provato la realtà virtuale (VR), ma ben presto ha avvertito un senso di vuoto. È vero, l'esperienza era emozionante la prima volta, ma passare ore con un visore sugli occhi, interagendo con personaggi cartooneschi, non poteva essere un vero sostituto del ritrovarsi con gli amici in un bar sul mare.

  • Primo motivo del fallimento: i costi proibitivi. I dispositivi sono costosi e la tecnologia richiede un continuo sviluppo.
  • Secondo motivo: l'esperienza sociale fredda. Semplice: le conversazioni nel metaverso erano come parlare a un muro.
  • Terzo motivo: il divario tra la promessa e la realtà. Ci avevano promesso mondi infiniti, ma quello che abbiamo ottenuto erano mondi semivuoti.

E l'amore e le relazioni? La storia di "Nevermet"

Nel bel mezzo di questa bolla, sono emerse app come "Nevermet - VR Dating Metaverse". L'idea era di trovare l'anima gemella attraverso il mondo virtuale prima di incontrarla dal vivo. L'idea in sé era affascinante, specialmente in un'epoca in cui le relazioni sono diventate più complesse. Ma la domanda è: si possono provare sentimenti veri per qualcuno che si incontra sotto forma di "avatar"?

Sulla carta, era la soluzione ideale per chi soffre di timidezza o ansia sociale. Ma la realtà ha dimostrato che le emozioni umane non possono essere ridotte a gesti virtuali. Molti utenti hanno provato l'app, ma la stragrande maggioranza è tornata alle app di incontri tradizionali. Perché, molto semplicemente, hanno scoperto che sono il contatto reale, lo sguardo negli occhi, il linguaggio del corpo a creare una relazione autentica. I pixel non possono creare la vera "chimica" tra due persone.

L'estinzione dell'esperienza umana autentica

Tutto questo mi porta a parlare di un altro libro molto interessante, "The Extinction of Experience: Being Human in a Disembodied World". Questo libro parla del vero pericolo che abbiamo corso durante il periodo di ossessione per il metaverso. Il pericolo non era fallire dal punto di vista tecnologico, ma riuscire così tanto da perdere la nostra stessa umanità. Immaginate di arrivare al punto di preferire stare da soli in casa con un visore sugli occhi piuttosto che uscire a respirare l'aria del mattino o a prendere un caffè con gli amici.

Il fallimento clamoroso del progetto Meta potrebbe, in realtà, essere stata la nostra salvezza da questo destino. È vero, abbiamo perso 70 miliardi di dollari (una cifra enorme, ma che apparteneva alle grandi aziende), ma abbiamo guadagnato una lezione ben più preziosa: nessuna tecnologia potrà mai sostituire il bisogno umano innato di contatto fisico e di emozioni autentiche. Noi, in Italia come nel resto del mondo, abbiamo bisogno della realtà, non di una fuga da essa.

Insomma, voi cosa ne pensate? Credete che questa sia la fine definitiva del metaverso, o solo una fase di declino cui seguirà un ritorno in una forma diversa? Condividete le vostre opinioni nei commenti, perché io credo che questa storia non sia ancora finita, ma di certo si è conclusa in un modo che nessuno si sarebbe aspettato.