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Jacques Villeneuve: La sfida in casa McLaren, i ricordi in Williams e la Sprint folle in Cina

sport ✍️ Oliver Brown 🕒 2026-03-14 11:55 🔥 Visualizzazioni: 1
Il dramma della Sprint di Shanghai

Sabato a Shanghai si tagliava l'aria con il coltello, tanta era la tensione. Charles Leclerc aveva deciso di dare tutto per vincere la Sprint, quando un “momento da paura” – parole sue – gli è costato caro, facendogli perdere secondi preziosi e, alla fine, la possibilità di salire sul gradino più alto del podio. Il monegasco ha confessato ai suoi box Ferrari di essersi trovato in mezzo a più bagarre di quanto avesse sperato, e si capiva il perché: le McLaren erano dappertutto, come vespe inferocite. Tutto questo mi ha fatto pensare a un altro pilota, un vero lottatore che non ha mai indietreggiato di un centimetro: Jacques Villeneuve.

Il Campione del Mondo del 1997 oggi non indossa più il casco, ma la sua voce squarcia ancora il brusio del paddock come un sorpasso perfettamente sincronizzato. E con la McLaren tornata a lottare nelle posizioni che contano, potete scommettere che il vecchio leone sta guardando con un sorriso beffardo. Lui c'è stato, ha fatto tutto e ha il trofeo ammaccato per dimostrarlo.

Il verdetto di Villeneuve sulla bagarre McLaren

Diciamocelo, per qualche anno la McLaren è stata l'ombra dell'impero costruito da Senna e Hakkinen. E ora? Se le sta dando di santa ragione con Red Bull e Ferrari, ed è uno spettacolo. Jacques, mai tenero nei giudizi, vi direbbe probabilmente che questa è la F1 che si deve vedere. Ruota a ruota, senza chiedere né dare sconti. Quella Sprint in Cina è stata la sintesi perfetta: Leclerc al limite, le papaya lì in agguato, un errore – un sovrasterzo improvviso, un centimetro di cordolo in più – e lo scenario cambia completamente. Jacques Villeneuve sulla battaglia in casa McLaren sarebbe lapidario: “Sono tornati e hanno fame. È così che si vincono i titoli”.

È la mentalità del pilota che ha segnato la sua epoca. Non si scorda. E a proposito di epoche…

La gloria Williams e le macchine degli anni '90

Ogni volta che vedo una F1 moderna, piena di ali complesse e aggeggi ibridi, mi ritrovo a sfogliare i vecchi album dei ricordi – o meglio ancora, a tirare giù dallo scaffale una copia impolverata di Formula 1 Macchina per Macchina 1990-99. Quel decennio è stato il parco giochi di Williams, e per un periodo glorioso, l'ufficio di Jacques Villeneuve. La FW19, i colori Rothmans, l'ululato del V10… era pura, brutale e bellissima. Lui non si limitava a guidarla: la affrontava a muso duro, la piegava al suo volere.

  • 1996: Al suo anno da rookie. Quattro vittorie. Ha fatto sudare Hill fino all'ultimo.
  • 1997: Campione. Otto vittorie. Quel finale di stagione a Jerez? Puro dramma.
  • 1998-99: Il dominio Williams-Renault svanisce, ma Jacques continua a lottare, strappando risultati a una macchina che non era più al top.

Ripensando agli anni della Williams: Formula 1 Racing Team, ci si rende conto di quanto siano stati cruciali. Non era solo questione di mezzo meccanico, ma dell'uomo al suo interno. Villeneuve aveva quella rara miscela di velocità pura e nervi d'acciaio. Se la batteva con Schumacher, con Hakkinen, con chiunque. È lo stesso fuoco che oggi vedi in Leclerc o Verstappen.

Dalla Sprint di Shanghai ai gladiatori di ieri

Quando Leclerc si è lamentato dei battibecchi interni al team – quel piccolo contatto con Hamilton, il rimpallo di posizioni – quasi si poteva sentire Jacques ridacchiare dalla sua postazione di commento. “Benvenuto in festa, bello”, direbbe probabilmente. Ai suoi tempi, gli ordini di scuderia erano per i deboli. Si correva. Se eri più veloce, sorpassavi. Causava attriti, certo, ma forjava anche campioni. La Sprint in Cina ci ha ricordato che, anche in quest'epoca di dati e tatticismi via radio, l'istinto primordiale del pilota prima o poi esplode.

E se le macchine sono cambiate – un abisso rispetto ai V10 anni '90 – il nucleo resta lo stesso. Uomo e macchina, in equilibrio sul filo. Per il vero appassionato, i fantasmi di quell'epoca di Formula 1 Macchina per Macchina 1990-99 non sono mai lontani. Sono nell'ululato di un motore Mercedes, nel duello staccata, nello sguardo di un pilota che studia il sorpasso. Jacques Villeneuve ha impersonato quell'epoca. E sia che parli della lotta attuale della McLaren, sia che ricordi le sue battaglie, è un pezzo vivente di ciò che rende grande questo sport.

Quindi, mentre aspettiamo il Gran Premio di Cina vero e proprio, pensiamo un attimo al passato. Alla Williams ai suoi massimi splendori. A un ragazzo canadese che ha detto al mondo di levarsi di torno. E a tutti i piloti, come Leclerc, che stanno imparando che nel vivo della battaglia, a volte, i momenti più paurosi sono quelli che fanno la storia.