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Sidney Crosby lascia la partita anzitempo: le ultime sull’87 e il legame con “Certified Beauties”

Hockey su ghiaccio ✍️ Mark Madden 🕒 2026-03-27 02:29 🔥 Visualizzazioni: 1
Sidney Crosby on the ice

Sapete quella sensazione quando l’aria sembra sparire dall’edificio? Quella in cui tutti sugli spalti smettono di masticare i pop corn e si limitano a fissare il vuoto? È esattamente ciò che è successo ieri sera alla PPG Paints Arena quando Sidney Crosby è scivolato dritto nel tunnel a poco più di quattro minuti dalla fine del secondo periodo contro gli Ottawa Senators. Nessun colpo plateale, nessun contatto violento contro il plexiglas. E 87 – sparito.

Guardo questo ragazzo da quando era un bambino a Cole Harbour, e ve lo dico subito: quando Sid abbandona la partita a metà, non è mai per niente. Lui ha giocato con la mascella fratturata come se fosse un graffio. Quindi quando non torna per il terzo periodo, non serve essere un medico per capire che qualcosa non va. I Pens erano già in svantaggio di una rete, ma onestamente, in quell’arena dopo quel momento nessuno stava più pensando al risultato. Tutti gli occhi erano puntati su quel tunnel.

Cosa è successo sul ghiaccio?

Se state cambiando canale, potreste esservela persa. Crosby ha fatto il suo turno regolare, ha giocato un disco pulito lungo la balaustra, e poi – niente. Nessuna reazione dalla panchina, nessuna mischia, solo un’uscita silenziosa che fa venire il vuoto allo stomaco. La parola della squadra dopo la partita è stata il solito “infortunio alla parte superiore del corpo” e che è in fase di valutazione. Ma siamo onesti: quando si tratta di Crosby, “in fase di valutazione” è un codice che significa “tratteniamo il fiato fino a domani mattina”.

I compagni nello spogliatoio erano a bocca chiusa, ma si leggeva in faccia. Non è un giocatore qualunque. È il cuore pulsante di questa franchigia da due decenni. Il tempismo è beffardo, poi. Mentre la rincorsa ai playoff si fa serrata, ogni punto conta. Perdere il capitano – anche solo per un pugno di partite – rischia di mandare in tilt tutta l’ingranaggio.

Il legame con “Certified Beauties”

E qui le cose si fanno un po’ ironiche. Crosby si è fatto vedere ultimamente per promuovere il suo nuovo libro, Certified Beauties: More of Hockey’s Greatest Untold Stories. È il seguito del primo, e se lo avete aperto, sapete che è pieno di aneddoti dietro le quinte che solo uno che ha passato 20 anni nelle trincee può raccontare. Durante le conferenze stampa era di ottimo umore, scherzava sui vecchi compagni, parlava della cultura dello spogliatoio, delle strane superstizioni, di quelle cose che rendono l’hockey il miglior sport del mondo.

E poi succede questo. È quasi troppo calzante – o dolorosamente ironico, a seconda della vostra fede – che il tizio che ha appena scritto un libro sulle storie non raccontate dell’hockey ora ci stia regalando un’altra storia. Cos’è successo esattamente? Un problema a un vecchio infortunio? Qualcosa di nuovo? Il mistero sta facendo impazzire i chiacchiericci, ma ecco cosa sento dire da quelli che erano nell’arena:

  • Crosby sembrava stare bene nel primo periodo. Vinceva i faceoff, si muoveva bene, era il solito.
  • Non c’è stato un “grande colpo”. Non si può indicare un momento e dire “è quello lì”.
  • Non ha provato a rimettersi in gioco in panchina. Di solito i giocatori cercano di scuotersi, provano a fare qualche turno. Lui è andato dritto nello spogliatoio.

Quest’ultimo punto è quello che mi fa riflettere. Quando Sid va dritto in spogliatoio, è perché sa già. Ha passato abbastanza rodei per capire quando qualcosa non va.

Cosa succederà ora per l’87 e i Pens?

Avremo un aggiornamento oggi, magari una tempistica ufficiale. Ma se chiedete a me – solo un tizio che ha guardato quest’uomo per tutta la carriera – scommetto che saranno cauti. Non è novembre, è fine marzo. La priorità non è solo arrivare ai playoff; è avere un Sidney Crosby in forma quando ci arriverà.

Nel frattempo, prendete il suo libro se non l’avete già fatto. Certified Beauties è un promemoria del perché amiamo questo sport, anche in serate come questa. Parla dei personaggi, delle risate, dei momenti che non finiscono nei video dei migliori gol. E proprio ora, con l’87 ai box, è un buon momento per ricordare quanto siamo stati fortunati ad averlo visto giocare tutti questi anni.

Per ora, aspettiamo. Il capitano tornerà. Tornano sempre. Ma per la prima volta dopo tanto tempo, vederlo uscire dal ghiaccio così colpisce in modo diverso. Speriamo che la prossima settimana la storia di cui parleremo sia una vittoria, non una diagnosi.