Baldini e l'Italia Under 21: la Svezia ci aspetta, siamo pronti per volare
La febbre da Europei sta per contagiare anche la nostra Under 21. Mentre il countdown scivola via veloce, il raduno di Coverciano è già un formicaio di giovani talenti pronti a dimostrare il proprio valore. Il clima è quello giusto, quello delle grandi occasioni: concentrazione massima, ma con quella scintilla di entusiasmo negli occhi che solo chi sta per indossare la maglia azzurra può avere. A dirigere questa sinfonia di ragazzi c'è Oreste Baldini, un selezionatore che in queste settimane ha lavorato come un orologiaio per mettere a punto ogni singolo ingranaggio.
Baldini lo conosciamo bene. Non è uno che ama le chiacchiere da bar o i proclami facili. Ieri, nell'ultimo faccia a faccia con i cronisti prima della partenza, l'ho visto con la sua solita aria da uomo che ha già girato il mondo del calcio in lungo e in largo. "Sono sereno", ha detto, e in bocca a lui quelle due parole pesano come un macigno. Non è la serenità di chi non ha niente da perdere, ma quella di chi sa di aver fatto il massimo in preparazione. E quando uno come lui, che ha avuto esperienze in panchine importanti e che conosce il calcio vero, dice una cosa del genere, vale la pena stargli a sentire.
Volare in Svezia con la testa giusta
Il destino dei nostri ragazzi li porterà a confrontarsi con la Svezia. Non una trasferta semplice, sia chiaro. Loro giocano in casa, hanno un pubblico caldo nonostante le latitudini gelide, e hanno fame di gloria. Ma io ho visto come si sono mossi i nostri negli ultimi raduni. C'è un'intesa che va oltre lo schema tattico, c'è quella voglia di rivalsa che si respira quando un gruppo decide che è il momento di fare sul serio.
Nel gruppo, poi, ci sono elementi che possono davvero fare la differenza. Pensiamo al reparto arretrato: quando si parla di solidità, il primo nome che salta alla mente è quello di Daniele Baldini. Daniele è un ragazzo che sta crescendo a vista d'occhio, e in una competizione come questa, avere un difensore che sa leggere le traiettorie con quel tempismo è come avere un'assicurazione sulla vita. La coppia che formerà al centro con Chiarodia (che nel frattempo si è ripreso alla grande dopo qualche acciacco) mi dà una sicurezza che non avevo da tempo.
Ecco cosa mi piace di questa squadra. Non c'è solo l'entusiasmo della gioventù, ma la consapevolezza di chi sa cosa serve per portare a casa il risultato. E i Baldinini? Scherzi a parte, il calcio italiano ha sempre avuto il culto del bel gioco, e questi ragazzi sembrano aver capito che per tornare a vincere serve anche un po' di stile, oltre alla sostanza.
La lista dei convinti: ecco chi ci farà sognare
Il tecnico ha avuto l'imbarazzo della scelta, e chiunque abbia seguito il campionato sa che il nostro vivaio sta producendo materia prima di prima qualità. Ecco il nucleo duro su cui Baldini ha deciso di puntare per questa avventura scandinava:
- Portieri affidabili: chi c'è tra i pali non deve avere paura. La difesa parte da loro, e Baldini ha scelto uomini di esperienza nonostante l'età.
- Centrocampo di quantità e qualità: muscoli per contrastare il gioco fisico svedese, ma anche piedi buoni per impostare l'azione. L'equilibrio è tutto.
- Attacco sfrontato: giovani che non hanno paura di prendersi la responsabilità del gol. In Svezia servirà la freddezza sotto porta, e questi ragazzi hanno fame.
La partenza è imminente. Si parte con la consapevolezza di chi ha lavorato in silenzio, lontano dai riflettori, per arrivare pronti al momento giusto. So per certo che l'analisi degli avversari è fatta, le debolezze sono state studiate nei minimi dettagli. Ora tocca ai ragazzi scendere in campo e trasformare la serenità di un grande allenatore come Oreste Baldini in una cavalcata europea. Noi saremo lì, con il cuore in gola, a tifare Azzurro.