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Assicurazione malattia in Svizzera: perché i premi esplodono e le famiglie finiscono in difficoltà

Società ✍️ Lukas Meier 🕒 2026-03-13 06:04 🔥 Visualizzazioni: 2

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Quando alla fine del mese il conto in banca scarseggia, molte famiglie svizzere guardano alla prossima fattura del premio con un nodo allo stomaco. L'assicurazione malattia non è più solo un fastidioso obbligo, ma per molti è diventata una vera e propria minaccia per la sussistenza. Nelle ultime settimane ho parlato con tanti conoscenti, e tutti cantano la stessa canzone: la cassa malati divora una parte del budget, e questa parte cresce di anno in anno.

Dodici per cento del reddito? Per molti è già di più

Ufficialmente, si dice che l'onere dei premi non dovrebbe superare il dodici per cento del reddito disponibile. La realtà, però, è ben diversa. Soprattutto le famiglie con due o tre figli pagano ormai mensilmente oltre mille franchi – e questo mentre aumentano gli affitti e i prezzi dei generi alimentari. Di recente ho parlato con una madre dell'Argovia, che mi ha raccontato come lei e suo marito arrivino a spendere ormai oltre il 18 per cento del loro reddito netto per l'assicurazione sanitaria. Non rimane nulla per il salvadanaio, figuriamoci per un piccolo lusso. La gente è allo stremo, e la politica parla di "soluzioni sostenibili".

Perché i premi aumentano così tanto?

Certo, i costi nel settore sanitario esplodono – nuovi farmaci, apparecchiature costose, più trattamenti. Ma questa è solo una mezza verità. Un'altra ragione, spesso trascurata, è il modo in cui la Confederazione ridistribuisce le risorse. A causa dell'ultima riforma fiscale, allo Stato mancano miliardi. Questi vuoti vengono tappati, tra l'altro, con contributi più alti alle casse malati. Il risultato è che, attraverso i premi, finiamo per pagare una tassa nascosta. In gergo tecnico si chiama ridistribuzione fiscale. Sembra innocuo, ma colpisce soprattutto chi già ora arriva a stento a fine mese.

Dal Québec all'Europa: uno sguardo oltre confine

È interessante guardare oltre i nostri confini. In Francia, ad esempio, la Caisse primaire d'assurance maladie funziona in modo completamente diverso – lo Stato si assume gran parte dei costi, ma in cambio il sistema è più burocratico. O la Régie de l'Assurance-Maladie du Québec in Canada, che opera con un'assicurazione unica e obbligatoria. Probabilmente, nessuna delle due soluzioni avrebbe una maggioranza da noi. Ma ciò che riguarda tutti noi è la Tessera europea di assicurazione malattia. Chi durante le vacanze in Francia o in Italia finisce in ospedale, è contento di avere questa tessera. Ma attenzione: copre solo lo stretto necessario e non sostituisce un'assicurazione integrativa privata. E tornati in Svizzera, la prossima fattura del premio ci aspetta comunque.

Cosa possiamo fare? Qualche consiglio pratico

In tutta onestà: il margine di manovra non è molto. Tuttavia, ci sono alcune leve su cui agire per alleviare almeno un po' l'onere:

  • Confronto dei premi: Ogni anno in autunno controllare la propria polizza ed eventualmente cambiare. Le differenze tra le casse malati sono enormi – spesso si risparmiano diverse centinaia di franchi all'anno.
  • Modello medico di famiglia: Chi sceglie un modello assicurativo alternativo (ad esempio con il medico di famiglia o la telemedicina) ottiene sconti. Questo comporta alcune limitazioni, ma può valerne la pena.
  • Franchigia più alta: Per gli adulti sani, una franchigia elevata può avere senso. Ma attenzione: per le famiglie con bambini, il rischio che i piccoli si ammalino e si debbano sostenere le spese di tasca propria è spesso troppo alto.
  • Richiedere la riduzione dei premi: Molte famiglie lasciano perdere dei soldi perché non fanno domanda per la riduzione cantonale dei premi. In alcuni cantoni, i limiti di reddito sono più generosi di quanto si pensi. Una visita in comune o una telefonata alla Cassa malati (come si dice in Romandia) può ripagare.

Lo so, sono solo piccoli cerotti su una grande ferita. L'assicurazione malattia è e rimane un osso duro che dobbiamo rosicchiare insieme. Finché la politica non affronterà una riforma strutturale radicale, i premi continueranno a salire e le famiglie continueranno a soffrire. Fino ad allora, non resta che rimboccarsi le maniche e guardare con attenzione dove finisce ogni franco.