Il fenomeno “Lanterne diurne”: cos’è e perché tutti ne parlano? Recensione completa e guida pratica
Se in questi giorni, scorrendo i social, vi siete ritrovati il feed invaso dalla scritta “Lanterne diurne”, ammetto che all’inizio ero confuso anch’io: sarà l’ennesimo locale instagrammabile appena aperto? O forse il titolo del nuovo singolo di una boy band coreana? Poi, cliccando per capirne di più, più leggevo e più sembrava tutto fumoso. C’è chi dice che sia una filosofia di vita, chi una sorta di rituale, e c’è persino chi posta la foto di una lanterna accesa in pieno giorno. Dopo tutti questi anni a vivere a Taipei, ho visto di tutto: oggetti per la cura di sé, accessori hipster, ma questa storia delle “Lanterne diurne” mi ha davvero messo alla prova prima di capire cosa si celasse dietro tutto questo fermento.
Cosa si nasconde dietro le “Lanterne diurne”? Non è un oggetto, ma un nuovo modo di vivere
All’inizio pensavo fosse la nuova collezione di qualche designer: lanterne portatili o lampade da campeggio, e mi dicevo che dovevano avere un budget di marketing pazzesco per fare tutto questo rumore. Ma dopo averne parlato con alcuni amici che lavorano nel mondo dell’arte, ho capito che non si tratta della “lanterna” che pensavamo noi. Le “Lanterne diurne” sono in realtà un concetto di pratica di vita che nasce in ambito psicologico. In poche parole, si tratta di un invito a portare con sé, nelle ore più luminose della giornata, una “lanterna” simbolica per fare tutte quelle cose che di solito rimandiamo al “momento perfetto” o al “quando sarò pronto”.
L’idea è nata in una nicchia di creator e artisti, poi ha iniziato a diffondersi in vari gruppi social, ed è esplosa tra i giovani. Il concetto alla base è molto semplice: spesso rimandiamo le cose aspettando il momento giusto. Aspettiamo il weekend, aspettiamo di aver risparmiato abbastanza, aspettiamo di sentirci pronti. Ma la logica delle “Lanterne diurne” è: se fuori è già giorno (cioè il momento è arrivato), perché mai avresti ancora bisogno di una lanterna? Perché quella lanterna non è altro che la rappresentazione fisica dei tuoi ultimi dubbi e delle tue incertezze. La porti con te non per fare luce, ma per dirti: “Anche se sento che c’è ancora un po’ di buio, anche se ho un po’ di paura, io parto lo stesso.”
Dritti al punto: la recensione – ma questa tendenza è davvero utile?
Ok, so bene che molti a questo punto penseranno: sembra solo una di quelle frasi motivazionali che non servono a niente nella vita reale. Però, osservando cosa succede intorno a me, ho capito che il motivo del suo successo è che in realtà è un concetto estremamente concreto e semplicissimo da mettere in pratica. Più che un prodotto, è un modo di pensare. L’ho riassunto in una piccola guida da tenere come riferimento.
Come si usano le Lanterne diurne? Basta seguire questi tre passaggi
Molti si chiedono come si usano le Lanterne diurne? Bisogna comprarne davvero una? No. Il segreto sta nel “rito” e nel “simbolismo”. Io stesso ho provato per una settimana e devo dire che seguire questi passaggi mi ha aiutato a ridurre quella sensazione di “paralisi da troppi pensieri”.
- Passaggio 1: Scegli la tua “lanterna” — Può essere qualsiasi cosa. Una penna, una tazza, persino una nota sul tuo telefono. L’importante è che l’oggetto ti faccia venire in mente l’idea di “azione”. Mettila nel posto dove sei più solito esitare e rimandare.
- Passaggio 2: Definisci la tua fascia “diurna” — Scegli il momento della giornata in cui hai più energia. Di solito tra le 10 del mattino e le 3 del pomeriggio. Questo è il tuo “orario d’oro per agire”. Vietato chiedersi “devo farlo o no?”: prendi la tua lanterna e vai.
- Passaggio 3: Completa un’azione minima — “Prendere la lanterna” non significa dover fare qualcosa di epocale. Significa fare quella piccola cosa che ti sta più a cuore ma che continui a rimandare. Tipo rispondere a un messaggio che non vorresti mandare, riordinare un cassetto che è in disordine da un mese, o fare quella telefonata a un cliente. Una volta fatto, rimetti la “lanterna” al suo posto, a simboleggiare che la missione del giorno è compiuta.
Perché abbiamo bisogno di questa lanterna? Il fascino dal punto di vista psicologico
A essere sincero, in questi anni ho avuto a che fare con un sacco di metodologie di “crescita personale”, ma spesso sono troppo complicate, sembra quasi di fare un’iniziazione. Il bello delle “Lanterne diurne” è che smontano un errore comune: quello di aspettare il momento perfetto. Crediamo sempre di dover agire quando “non abbiamo pressioni”, “siamo dell’umore giusto” o “l’ambiente è perfetto”. La realtà è che queste condizioni non esistono quasi mai. Le Lanterne diurne, con un’immagine potentissima, ci costringono ad ammettere una cosa: la luce del giorno c’è già, la tua esitazione è solo un’abitudine.
Negli ambienti di lavoro stressanti come quelli di Taipei, molti non hanno problemi di competenze, ma vengono bloccati dal “pensare troppo”. Un mio amico che lavora nel distretto di Xinyi impiega mezz’ora a scorrere il telefono solo per decidere cosa mangiare a pranzo. Se applicasse la logica delle “Lanterne diurne”, alle 12:00 in punto sceglierebbe il primo ristorante che vede ed entrerebbe. Non si tratta di risparmiare tempo, ma di allenare il cervello a “ridurre i tempi di avvio dell’indecisione”.
Cosa fanno i “portatori di lanterna” sui social?
Ora, se cercate l’hashtag #LanterneDiurne su IG, troverete un sacco di post interessanti. C’è chi ha comprato davvero una bellissima lanterna industrial e la mette ogni giorno sulla scrivania per dire “oggi mi occupo del progetto più difficile”. C’è chi, con un po’ di ironia, usa una tazza di bubble tea come “lanterna” per dire “oggi faccio il grande passo e dichiaro i miei sentimenti”. A prescindere dalla forma, tutti hanno colto l’essenza: usare un gesto concreto per sconfiggere le paure immateriali.
Quindi, più che una tendenza passeggera, è un esperimento collettivo di psicologia applicata. Non si tratta di diventare improvvisamente super positivi o iperattivi. Si tratta di riconoscere che, molto spesso, ciò che manca non è la capacità, ma lo slancio per “accendere la lanterna”.
Se ultimamente senti che la tua vita è un po’ in stallo e non riesci a trovare la carica giusta, perché non ti dai una possibilità con questa semplicissima “guida alle Lanterne diurne”? Non costa niente, non servono corsi. Domani, prima di pranzo, scegli la tua “lanterna” e affronta quella cosa che stai rimandando da più tempo. Una volta finito, scoprirai che siamo molto più capaci di agire di quanto pensiamo.