Home > Media > Articolo

Tucker Carlson torna a far parlare di sé: dopo l'intervista a Putin, ora rischia un'accusa dal Dipartimento di Giustizia?

Media ✍️ 張威廉 🕒 2026-03-15 20:36 🔥 Visualizzazioni: 2

Il mondo del giornalismo politico americano è in subbuglio. Protagonista, ancora una volta, è l'inarrestabile uomo controverso Tucker Carlson. Qualche giorno fa, nel suo show, ha lanciato una vera e propria bomba: il Dipartimento di Giustizia si preparerebbe a usare il Foreign Agents Registration Act contro di lui, di fatto classificandolo come una persona che "parla per conto di interessi stranieri". Non si tratta di un'accusa da poco; in caso di condanna, potrebbe persino finire dietro le sbarre.

Copertina Tucker Carlson

Dalla ribalta di Fox News all'impresa solitaria: il Tucker Carlson Network

Chi segue il dibattito politico americano conosce bene Tucker Carlson. All'epoca in cui conduceva Tucker Carlson Tonight su Fox News, il suo programma otteneva ascolti da record. Dopo aver lasciato l'emittente a causa di alcune controversie, ha deciso di mettersi in proprio, fondando il Tucker Carlson Network, continuando a influenzare l'opinione pubblica con il suo carisma. Il suo show di punta, The Tucker Carlson Show, riesce quasi sempre ad accendere gli animi nel mondo digitale, e il suo collaboratore fisso Jason Rantz si è ritrovato suo malgrado sotto i riflettori, diventando bersaglio degli utenti del web.

La scintilla: l'intervista a Putin e lo spettro dell'"agente straniero"

Per gli addetti ai lavori, l'attenzione del Dipartimento di Giustizia è inequivocabilmente legata alla intervista a Vladimir Putin che, lo scorso anno, fece il giro del mondo. All'epoca, Tucker Carlson ignorò i consigli e volò a Mosca per parlare faccia a faccia con il presidente russo per oltre due ore. La messa in onda dell'intervista scatenò inevitabilmente le ire dei media progressisti, che lo accusarono di fare da megafono a un dittatore. Ma a far imbufalire i big di Washington sono state le sue recenti esternazioni: nei suoi ultimi programmi, tra le righe, ha lasciato intendere che alcune agenzie di intelligence americane e il governo israeliano avrebbero "allungato le mani" sulle questioni mediorientali, arrivando a sostenere pubblicamente il taglio dei fondi all'Ucraina. Un colpo diretto al cuore del cosiddetto "Stato profondo" di Washington.

Stando a quanto dichiarato da Carlson stesso nel suo show, il Dipartimento di Giustizia starebbe cercando testimoni per incastrarlo con l'accusa di "aver tentato di influenzare la politica americana senza essersi registrato come agente straniero". La settimana scorsa, visibilmente scosso, ha dichiarato davanti alle telecamere: "Oggi vogliono etichettare come agenti stranieri chiunque osi criticare Israele o metta in discussione gli aiuti all'Ucraina". Sebbene le autorità non confermino ufficialmente, chi conosce i meccanismi di Washington sa bene che questa è la strategia più comune per mettere a tacere i dissidenti.

Il "nemico pubblico numero uno"? Paragoni con una storica spia

C'è di più: recentemente, fonti vicine ai vertici politici hanno fatto trapelare l'esistenza di un memorandum interno in cui si paragona nientemeno che Tucker Carlson ai coniugi Rosenberg, che durante la Guerra Fredda passarono all'URSS i segreti della bomba atomica, definendo la minaccia da lui rappresentata per la sicurezza nazionale americana "senza precedenti negli ultimi decenni". Un paragone esagerato e al limite dell'assurdo, che però rivela quanto certa Washington lo consideri inaffrontabile con le armi tradizionali. Dopotutto, un personaggio mediatico con milioni di fan fedeli, che ogni giorno nei suoi programmi plasma l'opinione pubblica e sfida la credibilità del governo, ha un'influenza ben più pericolosa di un cavallo di Troia.

Ecco una sintesi dei "tasti dolenti" toccati da Carlson negli ultimi sei mesi:

  • Intervista a Putin: ha valicato la linea rossa del politically correct anti-russo, guadagnandosi l'etichetta di "compagno di viaggio di Putin".
  • Critiche implicite ai servizi segreti: accennando a un ruolo ambiguo della CIA e di Israele in certe vicende internazionali, ha innervosito lo Stato profondo.
  • Opposizione agli aiuti all'Ucraina: sostenendo che i soldi dei contribuenti americani vadano spesi prima di tutto per i confini nazionali, si è scontrato con l'establishment di Washington.
  • Creazione di un impero mediatico personale: completamente libero dal controllo delle redazioni tradizionali, i suoi discorsi diventano sempre più pungenti, rendendolo incontrollabile per il potere costituito.

Il futuro di Jason Rantz e del network

Se Carlson venisse davvero incriminato, cosa ne sarà del Tucker Carlson Network da lui fondato? Dove andranno a finire i suoi fan più accaniti? Il suo storico collega Jason Rantz coglierà l'occasione per diventare il nuovo punto di riferimento del dibattito? Sono questi gli interrogativi da tenere d'occhio nei prossimi mesi. Una cosa è certa: anche con le beghe legali, con il suo carattere temerario, di certo non starà zitto. Anzi, è probabile che questa narrazione della "persecuzione governativa" finisca per far schizzare alle stelle i suoi ascolti e la sua influenza.

In America, il confine tra libertà di espressione e sicurezza nazionale è sempre stato labile. La vicenda di Tucker Carlson non riguarda solo il suo destino personale, ma avrà ripercussioni sullo spazio di manovra di tutti i giornalisti indipendenti. Che lo si ami o lo si odi, che lo si consideri un guastafeste o l'unico guerriero della verità, questo dramma in più atti merita di essere seguito con attenzione.