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Il governo britannico vieta la marcia di Al-Quds a Londra in un clima di crescenti tensioni su Gerusalemme

Politica ✍️ James Henderson 🕒 2026-03-11 03:37 🔥 Visualizzazioni: 1
La Cupola della Roccia e la Città Vecchia di Gerusalemme, città al centro della marcia di Al-Quds

Per chiunque viva a Londra da tanto tempo quanto me, l'annuale marcia di Al-Quds è stata per decenni un appuntamento fisso nel calendario delle proteste. Ma quest'anno le cose hanno preso una piega drammatica. Stamattina, il Ministro dell'Interno, Shabana Mahmood, ha dato il via libera alla richiesta della polizia metropolitana di vietare del tutto la marcia. È una decisione che sta già provocando scosse telluriche tra i gruppi comunitari e gli ambienti politici.

Cos'è la marcia di Al-Quds e perché è controversa?

Il nome stesso, Al-Quds, è la parola araba per Gerusalemme. La marcia, tradizionalmente tenuta l'ultimo venerdì del Ramadan, mira a esprimere solidarietà al popolo palestinese e opposizione al controllo israeliano sulla città. Ma nel corso degli anni, la sua reputazione si è intrecciata con alcuni personaggi poco raccomandabili. La tesi della polizia metropolitana, ora sostenuta dal Ministro, è che l'evento sia stato dirottato da gruppi legati a milizie sostenute dall'Iran e che rappresenti un serio rischio di disordine pubblico. Basta guardare i cori e gli striscioni degli anni passati per capire perché le autorità siano sul chi vive.

Le dure parole del Ministro: "Nessun posto nella società britannica"

La ministra dei tribunali Sarah Sackman non le ha mandate a dire stamattina quando è apparsa al programma "Today". Ha dichiarato chiaramente che una marcia con tali affiliazioni non ha "alcun posto nella società britannica". È un sentimento che sarà accolto con favore da molti nella comunità ebraica, che da tempo si sente intimidita dalla portata e dalla retorica della protesta. Ma per i musulmani britannici e gli attivisti filo-palestinesi, sembra che un diritto fondamentale alla protesta venga gradualmente eroso. Stavo chiacchierando con un amico che gestisce un caffè su Edgware Road, proprio dove di solito inizia la marcia; mi dice che divide i suoi clienti esattamente a metà.

Voci dal territorio e oltre

Naturalmente, il divieto ha innescato una ridda di reazioni ben oltre Londra. Un quotidiano panarabo con sede a Londra ha già dato la notizia in prima pagina, inquadrandola come un altro esempio delle restrizioni occidentali alla difesa della causa palestinese. Nel frattempo, accademici di istituzioni come l'Università di Al-Quds a Gerusalemme Est e la rete di istruzione a distanza AlQuds Open University hanno condiviso i loro pensieri sui social media, sottolineando che per molti palestinesi il nome Al-Quds stesso è un simbolo della loro identità nazionale. Non si può separare la parola dall'emozione, specialmente quando si parla di una città carica di significato come Gerusalemme.

Cosa succederà ora?

Gli organizzatori stanno già minacciando azioni legali, sostenendo che il divieto è politicamente motivato e prende di mira in modo sproporzionato un evento a maggioranza musulmana. Hanno citato altre marce controverse che si sono svolte senza intoppi. La polizia, tuttavia, è ferma nel sostenere che non si tratta di mettere a tacere una particolare fede, ma di prevenire un grave tracollo dell'ordine pubblico. Hanno evidenziato informazioni specifiche che suggeriscono che sarebbe stato probabile il verificarsi di incitamento all'odio e persino istigazione alla violenza se la marcia fosse proseguita.

Ecco una rapida panoramica degli argomenti chiave che sento da entrambe le parti:

  • I sostenitori del divieto sostengono che sia un passo necessario per proteggere le relazioni intercomunitarie e prevenire che elementi estremisti utilizzino Londra come palcoscenico. Ritengono che la marcia sia diventata una calamita per slogan e simboli antisemiti.
  • Gli oppositori del divieto lo vedono come un pericoloso precedente che criminalizza il legittimo dissenso politico. Insistono sul fatto che la stragrande maggioranza dei manifestanti sono cittadini pacifici che esercitano il loro diritto democratico di protestare per i diritti dei palestinesi.

Personalmente, ho visto abbastanza proteste in questa città per sapere che il contesto è tutto. Un decennio fa, questa marcia poteva essere vista solo come un altro pezzo del variegato arazzo politico della capitale. Ma dopo il 7 ottobre e la successiva guerra a Gaza, il clima è completamente cambiato. La decisione del governo di vietare la marcia di Al-Quds non è solo una mossa legale; è un riflesso di quanto sia crudo e reale il dolore per Gerusalemme, anche per le strade di Londra. Ci aspetta una lunga e calda estate di battaglie legali e tensioni comunitarie, questo è certo.