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Canadiens – Hurricanes: una vittoria a metà che dice molto sul carattere del CH

Sport ✍️ Marc-André Perreault 🕒 2026-03-25 08:08 🔥 Visualizzazioni: 2
I Montreal Canadiens e i Carolina Hurricanes si affrontano sul ghiaccio

Ci sono partite che lasciano un retrogusto strano. Quella di ieri sera al Centre Bell tra Canadiens e Hurricanes è una di queste. Una vittoria per 3-2 ai supplementari che sa di sceneggiatura hollywoodiana per il CH, ma che, se si scava un po' sotto la superficie ghiacciata, rivela delle crepe che lo staff tecnico dovrà sistemare in fretta. Niente panico, ecco per voi l'analisi approfondita completa di questo match.

La storia avrebbe potuto essere scritta in venti secondi. Il tempo che Sebastian Aho ha impiegato per battere Samuel Montembeault al primo tiro degli ospiti. Ci siamo detti: "Ah no, non ancora questa". Conosciamo la musica, arrivano gli Hurricanes, soffocano il gioco e in un minuto la partita è chiusa. Solo che questo gruppo di Montréal ha deciso, per una volta, di non seguire il copione prestabilito. La reazione è stata immediata, quasi istintiva. Kirby Dach, al termine di un'azione in cui il passaggio di Nick Suzuki ha attraversato la difesa come burro, ha rimesso le lancette al loro posto.

Quello che mi ha colpito è la gestione del momento chiave della partita. Conosciamo gli Hurricanes: giocano a sistema, ti soffocano. Per batterli, bisogna accettare di giocare sporco, vincere i duelli in zona. E per un bel pezzo del secondo periodo, i ragazzi di Martin St-Louis l'hanno fatto. Quella sequenza di gioco in zona offensiva, dove la seconda unità ha fatto girare il disco per quasi un minuto senza lasciar respirare i Canes, era arte pura. È stato su questa scia che Juraj Slafkovsky ha segnato il secondo gol, con un tiro che Frederik Andersen non ha nemmeno visto arrivare.

Montembeault, uomo partita nonostante il gol subito ai supplementari?

Un attimo, devo chiarire meglio. Il gol di Seth Jarvis che ha pareggiato a 1:37 dalla fine del terzo periodo? Un errore di copertura difensiva che i giovani rivedranno cento volte alla lavagna. Ma senza Samuel Montembeault, parleremmo qui di una sconfitta secca. Il ragazzo è stato semplicemente imbattibile nell'ultimo periodo. A un certo punto, sembrava di vedere un muro rosso davanti alla porta. Gli Hurricanes hanno spinto, totalizzando 38 tiri. Montembeault ne ha respinti 36. Questo è quello che si chiama come utilizzare un portiere per restare in partita: lo lasci fare il suo mestiere e lui ti tiene vivo fino ai supplementari.

E poi, parliamo di questi supplementari. Un power-play concesso dopo una trattenuta dubbia. E Mike Matheson, il grande cattivo di inizio stagione per alcuni, esce dalla gabbia. Una finta, un tiro all'incrocio. Partita finita. È questo il tipo di vittoria che forgia un gruppo. Abbiamo visto un collettivo che non ha mollato, nemmeno quando le gambe erano pesanti contro una delle squadre più fisiche della lega.

Cosa tenere a mente prima della prossima sfida

Se dovessi fare una breve guida per affrontare la prossima partita, punterei il dito su tre elementi chiave che ho osservato:

  • Il gioco di squadra è ancora in fase di rodaggio. Sì, ha portato al gol della vittoria, ma prima di quello, le unità hanno faticato a entrare in zona per più di due minuti. Contro una squadra disciplinata come la Carolina, è un'anomalia che costa cara.
  • La profondità offensiva c'è, ma è fragile. Le prime due linee hanno retto l'urto, ma la quarta linea è stata dominata nel possesso del disco. Nei playoff, questi dettagli fanno la differenza.
  • L'intensità fisica. Abbiamo retto l'urto contro i pesi massimi della Carolina. È una prova superata a pieni voti. Se il CH riuscirà a replicare questo livello di impegno ogni sera, non parleremo di sorpresa, ma di conferma.

Quindi sì, due punti in tasca fanno sempre comodo. Ma quello che mi è piaciuto di più è ciò che questo Canadiens – Hurricanes ha rivelato: una squadra che non si scompone più quando il vento cambia direzione. Qualche mese fa, avremmo perso questa partita 5-1 dopo il gol lampo di Aho. Ieri, abbiamo visto del carattere. E questa è la base di tutto. Ora, si ripete domani, con la stessa grinta, e vedremo se la guida della vittoria verrà seguita alla lettera.