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Borsa Italiana, perché il forte rialzo di marzo 2026 è solo l'inizio di una nuova fase

Finance ✍️ Marco Ferri 🕒 2026-03-02 09:35 🔥 Visualizzazioni: 6

Se avete acceso il monitor in questi primi giorni di marzo, vi sarete accorti che qualcosa di grosso si sta muovendo sotto la superficie di Piazza Affari. Non è solo il segno più che campeggia sui listini, è il modo in cui si sta muovendo il mercato. I volumi, ragazzi, i volumi. Dopo settimane di trading incerto e passaggi di mano timidi, il controvatore degli scambi ha subito un’accelerazione che non si vedeva da mesi. Chi segue la Borsa Italiana da almeno vent’anni riconosce subito il sintomo: quando il denaro vero si muove, lascia il segno.

Borsa Italiana schermata

Il dato che racconta la svolta

Guardiamo i numeri delle ultime sedute, quelli che contano davvero. Venerdì 27 febbraio il controvalore giornaliero degli scambi ha sfiorato livelli che appartengono solo ai grandi rush di fine anno. Non è stato un colpo di coda isolato: lunedì 2 marzo l'Ftse Mib ha continuato a correre, sostenuto da flussi d'acquisto che arrivano soprattutto dall'estero. Chi aveva accumulato posizioni corte nelle settimane precedenti – quando il listino sembrava incerto, specie dopo la seduta del 20 febbraio – ha dovuto correre ai ripari. Il vecchio adagio "il trend è amico" qui si trasforma in "il volume è il re".

I motori di questa corsa

Proviamo a isolare i fattori che stanno spingendo la Borsa a questi livelli. Non si tratta di un singolo colpo di reni, ma di una combinazione matura:

  • Il settore bancario guida la carica. Gli istituti italiani, dopo anni di pulizia dei bilanci, si presentano alla finestra con multipli ancora interessanti e dividend yield da copertina. I fondi anglosassoni, che fino a gennaio stavano alla larga, ora rientrano con ordini consistenti.
  • Le utility e l'energia tengono botta. In un contesto di tassi in lieve discesa e inflazione sotto controllo, i titoli a maggiore capitalizzazione offrono rifugio e rendimento.
  • Il riposizionamento degli investitori istituzionali. La Borsa Italiana viene vista come un "valore rifugio" all'interno del Vecchio Continente, grazie a un rapporto debito/Pil in miglioramento e a una stabilità politica che, per una volta, non spaventa i mercati.

Occhio alle correzioni, ma la struttura cambia

Attenzione: non voglio dipingere un quadro da toro scatenato. I mercati salgono sulle scale e scendono sull'ascensore, e anche in questi giorni ci saranno prese di profitto. Ma la differenza, rispetto a un mese fa, è la profondità del portafoglio ordini. Il controvalore degli scambi elevato significa che non siamo di fronte a un fuoco di paglia di trader al dettaglio, ma a vere e proprie scommesse di medio termine. Le mani forti stanno costruendo posizioni.

Chi segue il listino da dentro sa che certi passaggi vanno interpretati. Il forte aumento degli scambi registrato il 26 febbraio, ad esempio, è coinciso con l'ingresso a pieno regime dei piani di accumulo dei grandi fondi pensione. Non è un caso che i titoli a maggiore liquidità, quelli che stanno nel paniere principale, abbiano performato meglio delle small cap.

Prospettive: ora inizia il bello

Se dovessi fare una scommessa, direi che il secondo trimestre si aprirà con una Borsa Italiana più selettiva. Fino a ieri bastava comprare l'indice e dormire sonni tranquilli. Oggi bisognerà scegliere i cavalli giusti. I comparti che hanno corso di più potrebbero lasciare spazio a ritorni in settori più ciclici, come l'automotive e la meccanica strumentale, che finora sono rimasti indietro.

Una cosa è certa: la liquidità c'è, eccome. E quando la liquidità incontra la fiducia, le valutazioni possono spingersi oltre la ragionevolezza. Per ora siamo nella fase della ragionevolezza, ma gli occhi sono puntati sulle prossime trimestrali. Se gli utili confermeranno il momentum, preparatevi a rivedere i massimi storici.

E ricordate: in Borsa non vince chi indovina il momento, ma chi capisce la direzione. E la direzione, oggi, è chiaramente verso nord.