Azioni Leonardo: il patto con Avio e il voto del 3 marzo cambiano le regole del gioco
Care lettrici, cari lettori,
Se seguite il mercato azionario italiano con un occhio di riguardo per il settore della difesa e dell'aerospazio, so che state tenendo d'occhio le azioni Leonardo. Nelle ultime settimane il titolo ha mostrato una certa volatilità, ma il vero terremoto si sta preparando sul versante societario, ed è qui che si gioca la partita che darà il ritmo per i prossimi mesi. Sto parlando dell'intreccio sempre più stretto tra Leonardo e Avio, e della scadenza cruciale del 3 marzo.
Un patto che pesa, eccome
Chi mi conosce sa che non amo i tecnicismi fine a se stessi, ma qui bisogna entrare nel merito dei numeri. Qualche giorno fa è emerso ufficialmente l'accordo che lega il colosso guidato da Roberto Cingolani con i vertici di Avio. Stiamo parlando di un patto parasociale che mette insieme Leonardo, alcuni dirigenti e il presidente di Avio, arrivando a rappresentare una fetta significativa del capitale votante: il 21,72% dei diritti di voto.
Non è una schermaglia da poco. In un’azienda come Avio, cuore pulsante della propulsione spaziale europea, avere un blocco del genere significa poter indirizzare le scelte strategiche, blindare le nomine e, di fatto, creare un ponte sempre più solido con la casa madre di Piazza Monte Grappa. Per chi investe in azioni Leonardo, questo è un segnale chiaro: la partita dell’integrazione verticale si fa seria. Non si tratta solo di forniture, ma di governo industriale.
Il termometro di Glass Lewis
In questo clima, arriva puntuale il parere di chi il polso della corporate governance lo sente battito dopo battito. Glass Lewis, una delle agenzie di consulenza al voto più influenti al mondo, ha messo nero su bianco la sua raccomandazione in vista dell'assemblea Avio del 3 marzo. Il loro consiglio agli azionisti è chiaro: votare a favore della proposta del nuovo board.
Ora, chi segue i mercati da tempo lo sa: il giudizio di Glass Lewis è molto più di un consiglio. È una bussola per i fondi istituzionali, che spesso si allineano meccanicamente a queste indicazioni. Tradotto: lo scenario che vede Leonardo rafforzare la propria influenza in Avio ha superato l'esame dei “saggi” della corporate governance. Gli ostacoli sulla carta si stanno assottigliando.
Perché chi guarda le azioni Leonardo deve tenere gli occhi aperti
Vediamo di fare ordine e capire cosa significa tutto questo per il valore del titolo. In Borsa si sconta sempre una narrazione, e la narrazione che si sta consolidando è quella di un polo aerospaziale italiano sempre più coeso sotto la regia di Leonardo.
- Sinergie industriali: Una gestione coordinata con Avio può portare a efficienze, razionalizzazione degli investimenti in R&S e maggiore forza contrattuale nei programmi europei (dal lanciatore spaziale ai missili).
- Chiarezza strategica: Un azionariato stabile e allineato toglie di mezzo le incertezze che spesso penalizzano i titoli del settore. Meno rumors, più fatti.
- Attrattività per i grandi fondi: Gli investitori istituzionali amano le situazioni chiare. Un assetto di controllo definito rende il titolo più facilmente inseribile nei portafogli dedicati alla difesa e all’aerospazio.
Certo, bisogna sempre mettere in conto il fattore politico. Leonardo non è una società qualunque, e ogni mossa viene osservata con lente da Palazzo Chigi e dal MIMIT. Ma da questo punto di vista, un rafforzamento industriale che parte dal basso (il patto con i manager e il presidente) e che riceve il plauso di chi valuta le best practice di governance, è esattamente il tipo di operazione che trova meno resistenze.
Il mio punto di vista
Ho visto decine di operazioni simili in vent'anni di mestiere. Spesso finiscono a tarallucci e vino, con gli entusiasmi che si sgonfiano al primo ostacolo. Questa volta però l’impressione è diversa. La mossa di Leonardo su Avio è chirurgica: non una scalata ostile, ma una cucitura fine fatta di accordi e di visione industriale. E l'appuntamento del 3 marzo sarà il primo banco di prova.
La mia previsione? Al di là del risultato secco dell'assemblea – che vedo ampiamente a favore del board – ciò che conta è il messaggio che arriverà al mercato: il gruppo guidato da Cingolani ha le mani libere e la testa ben piantata per costruire il futuro. Per chi ha in carico azioni Leonardo, questo è un ottimo motivo per tenersele strette, e magari approfittare di eventuali ritracciamenti per incrementare la posizione.
La partita è appena cominciata, ma la posta in gioco è già altissima. State pronti.