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La sorprendente confessione di Ron Howard sul suo 'difetto evidente' – e perché lo amiamo lo stesso

Film ✍️ Oliver Thompson 🕒 2026-04-03 03:24 🔥 Visualizzazioni: 1

Siamo onesti – quando sentite il nome Ron Howard, non pensate esattamente a incoscienza sfrenata o genio caotico. Pensate a una narrazione solida e sentita. Il tipo di film per cui vostro padre piange durante l'ultimo rullo. Ma l'uomo in persona? Ha appena ammesso che c'è un difetto evidente che attraversa tutta la sua carriera. E francamente, è magnifico sentirglielo dire.

Ron Howard 2023 ritratto da Philip Romano

In una rara e spontanea chiacchierata, l'ex Opie Cunningham diventato regista premio Oscar ha confessato che la sua più grande debolezza potrebbe essere in realtà... sforzarsi troppo di fare le cose per bene. Niente scherzi. L'uomo che ci ha regalato Apollo 13, A Beautiful Mind e Frost/Nixon dice che è stato così terrorizzato dall'idea di fare un pasticcio da dimenticarsi di lasciare che il pasticcio entrasse. “Ho sempre voluto il controllo,” ha ammesso. “Ma il controllo non è sempre ciò di cui una scena ha bisogno.” Quasi si può sentire ogni regista indie di Roma annuire con convinzione.

È un sorprendente atto di autoflagellazione da parte di un tipo che è nel gioco da quando era bambino. Ricordate Ronald Howard? No, non l'attore degli anni Cinquanta – parlo del piccolo Ronny, che interpretava Opie in The Andy Griffith Show a cinque anni. Esatto: ha diretto la propria vita da prima che la maggior parte di noi imparasse ad allacciarsi le scarpe. Eppure, anche dopo tutti quegli Oscar e i successi al botteghino, lui ritiene che i suoi film manchino di una certa... scintilla pericolosa.

A essere onesti, ha un punto. Pensate alla sua filmografia. È piena di film bellissimi, emotivamente intelligenti. Ma quand'è stata l'ultima volta che un film di Ron Howard vi ha davvero scioccato? Esatto. Questo è il difetto di cui parla – la tendenza a limare gli spigoli vivi finché tutto non si incastra perfettamente.

Fate un salto nella memoria e capirete cosa intendo:

  • Il Grinch - DVD – Jim Carrey che impazzisce in pelliccia verde. La versione di Howard è meravigliosamente bizzarra, ma anche lì si sente la rete di sicurezza family-friendly sotto. (Tuttavia, quel DVD resta un must del Natale in milioni di case italiane – inclusa la mia.)
  • Willow DVD in saldo – Ah, la favola fantasy del 1988 che ha lanciato un milione di battute sul "peck". Si trovano ancora DVD di Willow nei cassoni delle offerte in tutta Italia, e onestamente? Accaparratevene uno. È puro divertimento senza pretese. Ma lo stesso Howard ha accennato che avrebbe voluto spingere di più sugli elementi dark fantasy.
  • Il Codice da Vinci decimo anniversario – Ecco una bestia curiosa. La riedizione del 2016 (a dieci anni da Tom Hanks che corre per chiese europee) ci ha ricordato quanto Howard possa essere lucido e levigato. È un thriller che raramente emoziona. Ma ha venduto come il pane. Vai a capire.

Quello che amo di questa confessione è il tempismo. Proprio mentre vediamo un'ondata di registi che non si scusano per nulla, Ron Howard – l'uomo più gentile di Hollywood – decide di segnalare pubblicamente il suo presunto fallimento. È quasi tenero. Non cerca di essere anticonformista né di cercare polemiche. È solo... se stesso. E forse è quella la vera magia.

Perché ecco il punto: quel “difetto evidente” – la necessità di controllo, la patina lucida – è anche il motivo per cui i suoi migliori funzionano. Apollo 13 non sarebbe lo stesso viaggio da batticuore senza la sua ossessiva attenzione ai dettagli. A Beautiful Mind piazza i suoi colpi emotivi proprio perché non lascia mai che il caos sommerga la storia. Quindi vai avanti, Ron. Continua a essere troppo ordinato. Noi continueremo a guardarti. E la prossima volta che fai spazio a quei vecchi DVD di Willow, tienine uno per me.