Prezzo del petrolio sotto shock: Escalation nello Stretto di Hormuz e il nuovo disordine mondiale
Le notizie di questo lunedì mattina fanno fermare anche i trader più esperti sul parquet di Francoforte. Chi segue il prezzo del petrolio in tempo reale non vede una normale volatilità di mercato, ma puro e semplice panico. Non stiamo parlando delle solite fluttuazioni di qualche centesimo. La recente escalation in Medio Oriente, in particolare le minacce allo Stretto di Hormuz, ha fatto traboccare un vaso che era già in piena ebollizione. Come analista che osserva i mercati energetici da oltre vent'anni, posso dire una cosa con certezza: la situazione che stiamo vedendo è estremamente pericolosa – non solo per l'industria, ma per chiunque in questo paese vada a fare rifornimento o accenda il riscaldamento.
Il cocktail geopolitico che spinge al rialzo i prezzi del petrolio attuali
Guardiamo ai fatti che determinano l'attuale prezzo del petrolio. È una tempesta perfetta. Le minacce iraniane di chiudere lo Stretto di Hormuz non sono un fenomeno nuovo, ma il tono, questa volta, è diverso. Combinato con le rappresaglie statunitensi contro installazioni iraniane, di cui parlano fonti interne ai circuiti di sicurezza, ci troviamo in una situazione in cui un singolo errore di calcolo di un comandante è sufficiente per ridurre la produzione globale del 20 per cento. Non è più un gioco di simulazione militare, è la realtà. I prezzi del petrolio attuali riflettono esattamente questo rischio. Stiamo vedendo un rincaro di diversi dollari al barile, dovuto puramente al "premio per il rischio".
Perché la tradizionale gestione del rischio nel settore energetico ora fallisce
Nelle mie conversazioni con i risk manager di aziende energetiche tedesche e di grandi gruppi industriali, sento ripetere sempre la stessa frase: "I nostri modelli non coprono questa evenienza". E hanno ragione. I metodi convenzionali di gestione del rischio nel settore energetico: nuovi sviluppi nella modellazione, pricing e copertura qui raggiungono i loro limiti. I vecchi testi standard, che calcolavano ancora su un commercio pacifico, sono carta straccia. Ci troviamo in uno scenario di guerra. La volatilità che stiamo vivendo non è più correlabile ai dati storici. Una copertura che avrebbe funzionato ieri, oggi può essere resa senza valore da un tweet politico. Il pricing diventa una lettura della sfera di cristallo. L'unica costante è l'incertezza.
Uno sguardo oltre il greggio: il prezzo dell'olio di palma MBLion Oleo come nuovo termometro?
La situazione diventa interessante quando osserviamo le filiere secondarie e terziarie. Mentre tutti tengono gli occhi puntati sul Brent e sul WTI, non dovremmo chiuderli su ciò che accade nei settori che da essi dipendono. Un ambito sottovalutato è il mercato degli oli vegetali. Il prezzo dell'olio di palma MBLion Oleo è un eccellente indicatore dell'inflazione nelle catene di fornitura a monte. Se il greggio aumenta, i costi di produzione e trasporto dell'olio di palma schizzano alle stelle. Questo, a sua volta, colpisce l'industria alimentare e la vendita al dettaglio con effetti devastanti. Stiamo già vedendo come i produttori di beni di consumo debbano stravolgere i loro calcoli. Il legame tra combustibili fossili e biocarburanti è più stretto che mai, e la pressione sui prezzi si trasmette in modo diretto.
I fattori cruciali che dobbiamo tenere d'occhio ora sono:
- La situazione militare sul campo: Ogni incidente nello Stretto di Hormuz farà immediatamente balzare il prezzo di 5-10 dollari al barile.
- La reazione delle riserve strategiche: Con quanta rapidità e decisione USA e AIE rilasceranno le loro riserve di emergenza? È l'unica leva che abbiamo contro l'isteria.
- L'interazione con i mercati agricoli: L'andamento del prezzo dell'olio di palma MBLion Oleo ci mostrerà quanto in profondità la crisi abbia già raggiunto l'economia reale.
Cosa significa per noi in Italia?
Per gli automobilisti e i clienti di olio combustibile in Italia il messaggio è scoraggiante. L'era dell'energia a buon mercato è, per ora, finita. Stiamo andando verso un prezzo del petrolio che potrebbe non solo sfiorare, ma mantenere stabilmente la soglia dei 100 dollari. Non è uno shock di breve durata, potrebbe essere un nuovo plateau. L'industria, in particolare quella chimica e della lavorazione delle materie plastiche, dovrà adeguare i prezzi. La discussione sulle politiche energetiche nazionali assume una connotazione completamente nuova e amara alla luce dei reali prezzi del petrolio attuali. Mentre la politica dibatte sulla transizione energetica, il mercato detta le sue leggi con brutale chiarezza.
La mia lunga esperienza mi dice: in fasi come questa, aiuta solo una cosa: mantenere la testa fredda e tenere d'occhio i dati sul prezzo del petrolio in tempo reale al secondo, senza però perdere di vista la strategia a lungo termine. La gestione del rischio deve ora essere agile, quasi militare. Chi ora naviga a vista, affonderà alla prossima ondata. Le prossime 72 ore saranno decisive per capire se prevarrà la diplomazia o la nuda forza militare. Temo che dovremo prepararci a quest'ultima evenienza.