Il Giappone trema ancora: dal “terremoto predetto” nella fossa di Nankai alle app di allerta, le nuove regole per la prevenzione sismica
Negli ultimi giorni le app di allerta sismica in Giappone sul tuo telefono hanno ricominciato a suonare a più non posso, vero? A dire il vero, dalla scorsa notte i miei gruppi di amici a Tokyo non fanno altro che chiedersi “ma ha appena tremato?”. I primi dati diffusi negli ambienti informali indicano che l’epicentro di questa volta era al largo di Kyushu. La magnitudo non è stata così impressionante come si pensava, ma il fatto che fosse “estremamente superficiale” ha reso la scossa molto percepibile in tutta l’area, dal Kyushu fino al Kansai. Da veterano che vive qui da più di dieci anni, devo dire che una frequenza del genere mette davvero tutti sull’attenti.
Non pensare solo al 2011, la vera minaccia è la “fossa di Nankai”
Ogni volta che c'è un terremoto, su Internet iniziano a circolare ogni tipo di profezia. Quella di cui si sente parlare più spesso ultimamente è la cosiddetta “previsione del terremoto in Giappone per il 2025”. Onestamente, questo tipo di previsioni cambia data ogni pochi anni per farsi pubblicità, ma allora perché questa volta perfino il comitato ufficiale per le previsioni ha indetto una conferenza stampa ad hoc? Perché ciò che preoccupa loro non è una specifica “data profetica”, ma la “fossa di Nankai”, tenuta d'occhio da tempo dagli scienziati.
Vi ricordate ancora la lezione che ci ha lasciato il terremoto del Tōhoku del 2011 (quello che chiamiamo semplicemente “l’11 marzo”)? Quello fu un terremoto di tipo oceanico, e l’attuale fossa di Nankai è come una molla che ha accumulato un'enorme quantità di energia. La valutazione del comitato non vuole spaventare, ma ci fornisce dati concreti: la probabilità che nei prossimi 30 anni si verifichi un forte terremoto di magnitudo compresa tra 8 e 9 è dal 70% all’80%. Non si tratta di una profezia esoterica, ma di una probabilità rigorosamente geologica. Quindi, piuttosto che stare in ansia ogni giorno chiedendoci quando arriverà la prossima scossa, è meglio considerare questo dato come un promemoria. È come quando le previsioni del tempo dicono “c'è l’80% di probabilità di pioggia domani”: tu scegli di portare l'ombrello, giusto?
Il tuo smartphone è il miglior alleato per metterti al sicuro
Detto questo, so che molti di voi si staranno chiedendo “ma io cosa posso fare adesso?”. In realtà, lo strumento di cui non possiamo più fare a meno al giorno d'oggi è lo smartphone, e questo telefono è proprio il nostro miglior alleato per salvarci la vita in caso di terremoto.
Scommetto che molti di voi hanno più di un’app di allerta sismica in Giappone sul telefono, ma siete sicuri di saperle usare correttamente? Oltre a spaventarvi quando ricevete la notifica, è importante imparare a “leggere” il messaggio. Ecco alcuni consigli pratici che ho imparato da tutte queste scosse degli ultimi anni:
- Impara a interpretare la “intensità prevista”: Quando arriva l'allerta, di solito mostra una “intensità prevista”. Se indica un grado inferiore a 3, puoi tirare un sospiro di sollievo e rimanere in osservazione; ma se indica “5+ (forte)” o “6- (debole)” o superiore, non perdere tempo, cerca immediatamente riparo, lascia perdere il telefono.
- Attiva le notifiche di “allerta evacuazione”: Non solo le app, ma anche i telefoni di Taiwan hanno un sistema integrato di “messaggi di allerta per disastri”. Assicurati che questa funzione sia attivata nelle impostazioni del telefono. A volte i messaggi inviati dal sistema sono più rapidi e autorevoli di qualsiasi app di terze parti.
- Usa la funzione di “report” delle app: Dopo la scossa, se stai bene, puoi utilizzare l'app per segnalare brevemente la tua posizione e cosa hai sentito. Questi feedback diventano dati importanti che gli enti preposti utilizzano per aggiornare le informazioni successive. Con un piccolo gesto puoi aiutare molte altre persone.
Non lasciare che la storia di “Pierino e il lupo” offuschi la tua attenzione
Onestamente, per chi vive in Giappone o ci va spesso, la sensazione nei confronti dei terremoti è un po' come quella che abbiamo a Taiwan per i tifoni: ci siamo abituati, ma con una certa rassegnazione. La cosa peggiore, però, è quando “l’abitudine diventa naturale”. Quando le allerte suonano di continuo, è inevitabile che qualcuno inizi a pensare “tanto anche stavolta non è successo niente” e smetta di muoversi.
Questa è la cosiddetta “distorsione della normalità”, ed è un errore gravissimo nella prevenzione dei disastri. Ricorda, non potremo mai prevedere con esattezza quando ci sarà la prossima grande scossa, ma possiamo controllare come reagiamo “ogni singola volta”. La prossima volta che il telefono suona, non limitarti a guardare i post sui social, ma ripassa mentalmente il tuo protocollo operativo: calma, riparo, aspetta che passi. Non è niente di difficile, ma in un momento critico, quei pochi secondi di reazione fanno davvero la differenza.