Filippo di Edimburgo: la morte del consorte che ha lottato per otto anni contro un cancro al pancreas in totale silenzio
Ci abbiamo messo un po' a metabolizzarlo. La notizia è caduta come un fulmine a ciel sereno proprio questa settimana, anche se quelli che eravamo troppo vicini alla bolla della Zarzuela lo sentivamo nell'aria da mesi. Filippo di Edimburgo, l'uomo che ha sempre camminato mezzo passo dietro la Regina, ci ha lasciati. E no, non è stato improvviso. Il consorte, quello che molti ritraevano come il più rigido della famiglia, stava combattendo da tempo una battaglia silenziosa contro il cancro al pancreas. Otto anni, nemmeno uno di meno. Un decennio in cui il silenzio è stata l'unica parola d'ordine.
Quando qualche giorno fa è stato annunciato ufficialmente il suo ricovero, le voci sulle sue condizioni di salute erano già diventate un coro unanime. Ma pochi, pochissimi, sapevano che dietro quel mutismo si celava una diagnosi che gli oncologi definiscono tra le più subdole. Filippo di Edimburgo ha vissuto con quella spada di Damocle sulla testa per otto lunghi anni. Otto anni in cui si è visto vacillare raramente in pubblico, salvo in quelle ultime apparizioni dove la magrezza si notava persino nel taglio degli abiti che tante volte gli avevamo visto indossare con impeccabile pulizia.
Un segreto custodito con sette chiavi
La cerchia più intima si è spesa in prima persona perché tutto ciò non venisse a galla. Non era solo per via della stampa, che ormai ne sa una più del diavolo, ma per l'essenza stessa di Filippo di Edimburgo. Lui è sempre stato così: un tipo misurato, di quelli che tengono gli abiti e i sentimenti nello stesso cassetto. La diagnosi arrivò nel 2018, anche se allora si parlò di "un'infezione banale" e di "un controllo di routine". Una pia bugia. Nel frattempo, lui continuava a essere in prima linea negli impegni istituzionali, a stringere mani e a fare colazione con i veterani di guerra, come se la cosa non lo riguardasse.
Ma la realtà in casa era un'altra. Il re, i suoi figli, e in modo particolare il figlio minore, Edoardo di Edimburgo, sono diventati il suo pilastro. Edoardo, che ha sempre avuto un profilo più basso rispetto ai fratelli, ha dimostrato in questi ultimi tempi una lealtà a prova di bomba. Lo si è visto entrare e uscire dal Palazzo della Zarzuela più spesso che mai, portare documenti, fare da scudiero e, soprattutto, da spalla silenziosa. Per chi abbia seguito da vicino le vicissitudini della famiglia reale, l'evoluzione di Edoardo di Edimburgo da "figlio distratto" a confidente principale è stata una delle trasformazioni più toccanti.
Gli ultimi giorni: il tramonto di un consorte esemplare
Le ultime 72 ore sono state un viavai di familiari. Sebbene la morte e il funerale di Filippo di Edimburgo saranno gestiti con la pompa e il protocollo che gli competono per il suo rango, nell'intimità si è vissuto un addio lento, di quelli che danno il tempo di dire tutto ciò che non è stato detto ad alta voce durante otto anni di convivenza con la malattia.
Se si guarda indietro, ci si rende conto che Filippo non ha mai voluto essere al centro dell'attenzione. Nemmeno adesso. Questo è stato il suo grande merito, e anche la sua condanna. Perché mentre i riflettori erano puntati su altri, lui gestiva i tempi del proprio addio.
- La diagnosi tenuta nascosta: Per otto anni, il cancro al pancreas è stato trattato come un segreto di stato. Solo i più stretti conoscevano la reale gravità.
- Il ruolo di Edoardo di Edimburgo: Il figlio minore è diventato il suo sostegno fondamentale, mettendo da parte i propri progetti per esserci.
- Un carattere di altri tempi: La fermezza con cui ha affrontato le cure rasentava l'ostinazione, rifiutandosi di ridurre la sua agenda fino a quando il corpo non gli ha detto "basta".
Siamo, quindi, di fronte a una figura che ha saputo gestire due tempi: quello dell'orologio istituzionale, che dettava il ritmo della corona, e il suo, che si è fermato definitivamente questa settimana. La morte e il funerale di Filippo di Edimburgo sarà, senza dubbio, uno di quei momenti che segnano un prima e un dopo nella storia recente della Casa Reale. Si parlerà di lui come del consorte che ha modernizzato l'istituzione dal retrobottega, colui che ha tenuto salda la nave durante le tempeste, e che, quando è arrivata la sua, l'ha affrontata con la stessa rigida stoicità con cui affrontava un nodo alla cravatta fatto male.
La camera ardente verrà allestita nelle prossime ore, e si prevede un'affluenza massiccia. La gente vuole dargli l'ultimo saluto. Perché, nonostante il suo ruolo fosse quello di restare in secondo piano, la sensazione che ci lascia è quella di un pilastro fondamentale. Ora tocca a Edoardo di Edimburgo e al resto della famiglia continuare l'eredità di quell'uomo che, in mezzo alla tempesta, ci ha insegnato che a volte il coraggio più grande si nasconde dietro la discrezione più assoluta.