Origo: Da Hollywood alle tavole svedesi – il viaggio inaspettato di una parola
È una parola piccola, solo cinque lettere. Ma una volta che si inizia a prestare attenzione, Origo spunta ovunque. Questa settimana è arrivata la notizia che ha fatto alzare più di un sopracciglio nel mondo del cinema. Non a Hollywood, ma a Budapest. È lì che gli Origo Studios, uno dei più grandi complessi di produzione cinematografica d'Europa, hanno appena messo in funzione un investimento colossale. Stiamo parlando di un parco industriale per pannelli solari che si estende per 44.000 metri quadrati.
Non si tratta di un normale parco solare. Questa è la vera Hollywood green, in concreto. Chi lavora lì sa che è un punto di svolta. Per la prima volta, uno studio di queste dimensioni può alimentare gran parte delle sue produzioni con energia rinnovabile autoprodotta. Ho parlato con gente del settore che sostiene che questo diventerà il modello per il futuro. Quando le grandi aziende californiane iniziano a fare i conti con la propria impronta ecologica, all'improvviso diventa estremamente vantaggioso girare in un posto come Origo. Non si tratta solo di essere attenti all'ambiente, ma di essere un passo avanti.
Dal grande schermo alla tavola di casa
Ma per noi qui in Svezia, cosa significa realmente Origo? Per molti di noi, è innanzitutto un classico del design. Parlo ovviamente del piatto Iittala Origo arancione 26 cm. Quel piatto che è stato in ogni casa svedese dagli anni '90 in poi. È disegnato da Harri Koskinen, ma in realtà ha una storia più lunga. I designer dietro la serie originale, uscita già nel 1997, sono riusciti a creare qualcosa di unico. Hanno catturato una sensazione di movimento e calore nel mezzo del minimalismo nordico. Quel vivido colore arancione, quasi come un'alba sul piatto, ha la capacità di far sembrare qualsiasi cibo un po' più elegante.
Ho una mia teoria: questo piatto è uno dei pochi oggetti che si tramandano davvero. Lo si comprava quando si aveva la prima cucina, e ora i propri figli mangiano dallo stesso piatto. È un bel pensiero, secondo me. È un altro tipo di origo – una sorta di punto di partenza della casa.
L'origine del linguaggio – il punto a cui tutto riconduce
Poi c'è il significato letterale. L'origine del linguaggio. La parola Origo viene dal latino e significa proprio "fonte", "principio" o "inizio". In matematica, è il punto zero di un sistema di coordinate, dove l'asse x e l'asse y si incontrano. Tutto ha inizio lì. E riflettendoci, forse è per questo che la parola ha un peso così grande. Che si tratti di un impero cinematografico che costruisce il proprio futuro sull'energia solare, o di ritrovare un senso di casa in un oggetto di design, si tratta sempre di tornare all'essenza.
C'è un'altra persona che portava questo nome e merita di essere menzionata: Iris Origo. Fu una scrittrice e biografa anglo-irlandese che visse in Italia durante la guerra. I suoi diari di quel periodo sono tra i resoconti più crudi del coraggio quotidiano che esistano. Scriveva di come trovare l'umanità in mezzo al caos. Anche la sua vita riguardava la ricerca dell'origine – della morale, della responsabilità.
Tre modi di vedere Origo in questo momento
- Quello industriale: Gli Origo Studios di Budapest dimostrano che sostenibilità e grande cinema vanno di pari passo. Questo è il nuovo standard, ed è già una realtà.
- Quello quotidiano: Il piatto Iittala Origo arancione 26 cm è più di un piatto. È un simbolo senza tempo che il buon design dura per generazioni.
- Quello filosofico: Che si parli di linguaggio, matematica o storia, Origo rappresenta il punto di partenza. La domanda è solo una: qual è il tuo?
Così, la prossima volta che sentite qualcuno nominare Origo, che sia in un telegiornale che parla dell'ultimo film con star girato in Ungheria, o quando apparecchiate la tavola con quel piatto classico, saprete che si tratta della stessa cosa. Si tratta dell'inizio. E a volte, proprio come a Budapest, si tratta di creare un nuovo inizio.