L'addio a sorpresa di Mekhi Becton dai Chargers: Qual è il futuro per il possente tackle?
Nel mondo del football le cose vanno veloci, e per Mekhi Becton la musica è finita a Los Angeles prima del previsto. La scorsa settimana è trapelata la notizia che i Chargers avrebbero rinunciato a lui, una pura questione di numeri che lascia uno dei tackle più dotati fisicamente della lega a fare le valigie prima ancora che le foglie cadano dagli alberi. All'interno della squadra dicono che non fosse una questione di prestazioni in campo, ma di spazio salariale. E ora, un ragazzo che ha passato anni a lottare per tornare in campo, si ritrova improvvisamente ad essere il nome più interessante sul mercato.
Il lungo cammino di ritorno dall'abisso
Facciamo un passo indietro. Se avete seguito le voci che circolavano a Florham Park un paio d'anni fa, sapete quanto fosse buio il tunnel. La scelta numero 11 del Draft 2020, un ragazzo che sembrava una montagna umana in mezzo ai compagni, si infortunò. E poi si infortunò di nuovo. Per due anni consecutivi, le notizie sono peggiorate sempre di più: prima un ginocchio, poi l'altro, e all'improvviso la frase "Mekhi Becton out per la stagione" è diventata una sinistra tradizione annuale. Le critiche si sono fatte sempre più forti. In molti lo hanno dato per finito, dicendo che non ce l'avrebbe mai fatta, che i Jets avevano sbagliato a sceglierlo, che il suo fisico non era fatto per la durezza della NFL.
Ma se quest'estate avete seguito le chiacchiere sul football in spagnolo, avrete sentito una storia diversa. In podcast come Casco Negro, l'atmosfera era cambiata. Si parlava dell'ex New York Jets che si presentava in una nuova forma fisica: più snello, più leggero, di nuovo esplosivo. "Esta en forma", ripetevano. E quando è approdato ai Chargers con un contratto annuale, lo si è visto subito. I piedi erano più rapidi. L'altezza del busto era più bassa. Ha giocato 14 partite da titolare e, per la prima volta dal suo anno da rookie, sembrava finalmente un giocatore su cui costruire una linea offensiva.
Il business viene sempre prima di tutto
Allora perché interrompere il rapporto proprio ora? La risposta sta in quella dura realtà che ogni veterano teme: il tetto salariale. I Chargers hanno guardato i conti, hanno visto quanto Mekhi Becton sarebbe dovuto andare a guadagnare e hanno preso una decisione puramente economica. Non era un problema di rendimento, come hanno chiarito le voci interne. È stata una pura mossa per ridurre i costi, di quelle che capitano ogni primavera quando le squadre devono liberare spazio per fare altre operazioni. Per un giocatore che ha finalmente lottato per tornare dopo essere stato nel "deserto" degli infortuni, è un colpo duro. Ma in questo campionato, è sempre il foglio di calcolo ad avere l'ultima parola.
Ora iniziano le speculazioni. Dove finirà un ex prima scelta alto 2 metri e pesante 163 chili, con all'attivo partite da titolare nella scorsa stagione? Ecco cosa si sussurra negli ambienti NFL:
- Kansas City: Devono proteggere il volto del campionato e amano investire su progetti di recupero di talento a basso costo.
- New England: Se punteranno su un giovane quarterback, avranno bisogno di un muro davanti a lui. Becton potrebbe giocare titolare fin dal primo giorno.
- Baltimore: Il loro gioco basato sulle corse è un sogno per un "demolitore" che vuole spostare gli avversari.
- Seattle: Una linea giovane e in fase di sviluppo che potrebbe giovare della presenza di un veterano con un enorme potenziale inespresso.