Sciopero insegnanti Barcellona: adesione di massa in piazza contro la Generalitat questo 16 marzo
Se oggi sei uscito per le strade di Barcellona, ti sarai imbattuto in un'onda di striscioni e fischi. Ebbene sì, gli insegnanti catalani hanno tornato a dare un nuovo segnale di sfida alla Generalitat. Fin dalle prime ore del mattino, lo sciopero degli insegnanti a Barcellona sta paralizzando istituti e scuole, e la situazione promette di intensificarsi. Non è uno sciopero qualunque: stiamo parlando di migliaia di docenti che hanno deciso di dire basta per ottenere miglioramenti lavorativi richiesti da anni. E, a dire il vero, hanno valide ragioni.
Perché esplode ora questo sciopero degli insegnanti?
L'atmosfera nella comunità educativa era tesa da mesi. I sindacati avevano avvisato da tempo: se non ci sono progressi reali, torniamo in piazza. Detto, fatto. Questo sciopero non è un capriccio di un giorno; è il risultato di una trattativa in stallo con il Dipartimento dell'Istruzione. I docenti denunciano che l'assessorato non ha mantenuto gli accordi precedenti e che le classi sono al limite. Parliamo di rapporti numerici alle stelle, ore di burocrazia che rubano tempo alla preparazione delle lezioni e una mancanza di personale di supporto che rende impossibile gestire la diversità degli studenti.
Tra le richieste principali, i sindacati hanno messo sul tavolo:
- Riduzione del rapporto alunni/insegnante, soprattutto alle superiori e nella formazione professionale, dove le classi sono sovraffollate.
- Diminuzione delle ore di insegnamento frontale per poter dedicare più tempo alla preparazione e al lavoro di squadra.
- Più personale specializzato (orientatori, educatori sociali) per seguire la salute mentale e la diversità.
- Superamento della burocrazia imposta dalla LOMLOE che, secondo loro, ruba ore senza migliorare la qualità educativa.
Clima di protesta nel centro di Barcellona
Ho seguito la manifestazione fin dalle prime ore. A mezzogiorno, la testa del corteo era già partita da plaza Universitat e avanzava lungo la Gran Via direzione plaza Sant Jaume, dove si trova il Palazzo della Generalitat. Migliaia di magliette verdi e arancioni (i colori dei sindacati maggioritari) riempivano l'asfalto. Si sentivano slogan come "Educació no és despesa, és inversió" o "Govern, escolta, els professors estan en lluita".
Ho parlato con un'insegnante di un istituto di Nou Barris che preferisce non dare il nome: "Sono anni che resistiamo. Quest'anno mi sono ritrovata con 34 alunni in una classe di 4° della secondaria di secondo grado. È impossibile fare lezione così. E per di più dobbiamo riempire sempre più moduli. Se la Generalitat non si siede davvero al tavolo, non si fermerà qui". La sua collega annuiva mentre teneva uno striscione dell'USTEC·STEs (il sindacato maggioritario).
Come influisce lo sciopero sulle famiglie? Una guida rapida
Se sei un genitore e sei un po' confuso, tranquillo. Ecco cosa devi sapere oggi. Molti centri hanno dovuto chiudere perché la maggioranza degli insegnanti ha aderito allo sciopero. In altri, i dirigenti scolastici hanno organizzato i servizi minimi, ma non aspettarti un giorno di scuola normale. La cosa migliore è consultare il sito web dell'istituto o il gruppo WhatsApp dei genitori; lì di solito pubblicano se ci sono attività di accoglienza o se direttamente tocca restare a casa. E se ti stai chiedendo come utilizzare questa situazione per spiegare ai tuoi figli l'importanza della lotta sindacale, beh, può essere un'opportunità per parlare di diritti dei lavoratori e democrazia.
La reazione della Generalitat e cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni
Per ora, l'assessora all'Istruzione ha fatto un appello al dialogo, ma dai sindacati assicurano che le parole non bastano. Vogliono impegni scritti e date concrete. Si vocifera che potrebbe esserci un incontro d'urgenza già questo pomeriggio, ma nel frattempo la pressione in piazza non cessa. I promotori hanno annunciato che manterranno i picchetti informativi nei centri e che non escludono nuove mobilitazioni se non ci saranno progressi.
Il clima è molto acceso. Secondo me, questo sciopero degli insegnanti a Barcellona ha tutti gli ingredienti per diventare un conflitto lungo se l'amministrazione non cede. È già successo altre volte: la Generalitat tenta di logorare i sindacati aspettando che il movimento si raffreddi, ma oggi ho visto troppa gente con voglia di lottare. Vedremo cosa succederà nelle prossime ore, ma una cosa è chiara: l'istruzione pubblica in Catalogna è in un momento critico e gli insegnanti hanno detto basta.