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Trump, il coniglio gigante e quel “corriere” speciale: le follie pasquali della Casa Bianca

Intrattenimento ✍️ Elena Fontana 🕒 2026-04-07 08:22 🔥 Visningar: 1
Trump e il coniglio gigante alla Casa Bianca durante l'Easter Egg Roll

Se stamattina avete aperto un quotidiano nazionale e vi siete chiesti se l’espresso fosse troppo carico, tranquilli: non eravate voi. Era davvero Donald Trump in piedi accanto a un coniglio alto due metri, mentre spiegava ai giornalisti l’importanza del salvataggio di un pilota. Roba da prendere un caffè ristretto doppio, con zucchero e un pizzico di allucinazione.

Ieri, durante l’annuale Easter Egg Roll – la tradizionale caccia alle uova pasquali sul prato della Casa Bianca – il tycoon ha regalato all’America una di quelle scene che nemmeno i migliori sceneggiatori di Hollywood avrebbero osato scrivere. Accanto a lui, immobile e impassibile, un gigantesco coniglio bianco (costume ufficiale, non un parente di Bugs Bunny) faceva da spalla silenziosa. E Trump parlava. Parlava di Iran, di combattenti capaci, di un pilota tratto in salvo chissà dove. Il coniglio intanto ascoltava. O forse cercava un uovo da mordere.

Un corriere molto speciale

Diciamocelo: la politica estera non si commenta certo accanto a un lagomorfo di peluche. Ma ormai sappiamo che con l’ex – e forse futuro – inquilino della Casa Bianca, ogni regola salta. Il vero corriere di questa notizia, però, non è lui. Siamo noi, con il caffè in mano e gli occhi sbarrati davanti allo schermo. Come scriverebbe un bravo giornalista sportivo: “Partita giocata su un campo minato, arbitro il coniglio, risultato in bilico tra il ridicolo e il surreale”.

E mentre Melania, accanto, cercava di mantenere il sorriso da first lady (missione quasi impossibile), Trump ha infilato un’altra delle sue: “L’Iran ha combattenti capaci – ha detto – ma nessuno sa saltare come questo coniglio”. Parola per parola. Nessun giornalista presente ha battuto ciglio. Probabilmente erano tutti troppo impegnati a chiedersi se il coniglio avesse un piano segreto per la pace in Medio Oriente.

  • Il coniglio non ha mai parlato. Neppure quando Trump gli ha chiesto di annuire. Silenzio tombale. Molti lo hanno interpretato come un gesto di disapprovazione.
  • Le uova colorate rotolavano a terra mentre il presidente spiegava i dettagli del salvataggio del pilota. Nessun bambino le raccoglieva. Erano tutti ipnotizzati dal lagomorfo.
  • Melania ha sospirato almeno tre volte. La quarta è arrivata quando Trump ha paragonato il coniglio a un “corriere di speranza”. A quel punto anche la stampa ha smesso di prendere appunti.

Tra uova, piloti e dichiarazioni da bar sport

Il momento clou? Quando qualcuno ha chiesto al coniglio se avesse intenzione di candidarsi alle prossime primarie. La bestia pelosa ha ruotato la testa verso Trump. Silenzio. Poi ha lentamente alzato una zampa e indicato la porta della Casa Bianca. La folla ha riso. Trump no. Forse ci stava pensando davvero.

Per fortuna c’è il corriere – quello vero, quello che ogni mattina ti racconta il mondo senza peluche né sceneggiate – a ricordarci che la realtà, a volte, supera la satira. Se volete un consiglio da chi ci campa con le parole: bevete un bel caffè espresso, leggete l’articolo sul quotidiano della sera e poi fate due passi. Il coniglio, giurano, è già stato smontato e riposto in un magazzino. Almeno fino a Halloween.

Ah, dimenticavo: il pilota salvato sta bene. Ha ringraziato il coniglio. O forse era solo il vento. Con questa amministrazione non si sa mai.