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Accisa e distributori a secco: perché il caro diesel sta mettendo in ginocchio l’Italia

Economia ✍️ Luca Moretti 🕒 2026-04-07 15:00 🔥 Visninger: 3

Se sei passato davanti a un distributore oggi a Roma o Milano, avrai visto lo stesso spettacolo: pompe tappezzate di cartelli gialli “Servizio sospeso”. Non è un incidente locale, e non è nemmeno solo colpa del rialzo del petrolio. La verità è più amara e si chiama accisa. Ma non quella noiosa voce di bilancio che leggi sul bollettino – parlo del Registro Carico/Scarico oli minerali assoggettati ad accisa mod. A, quel labirinto burocratico che in questi giorni sta trasformando l’emergenza in una paralisi totale.

Michele Marsiglia presidente Federpetroli

Nei miei vent’anni a seguire il mercato degli energy, non ricordo una tempesta perfetta così. Da una parte l’escalation in Iran che blocca le navi nel Golfo, dall’altra un’accisa che non accenna a fermarsi. Il risultato? Il prezzo medio del gasolio ha superato il picchio del 19 marzo scorso, e ieri Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, ha lanciato l’allarme: “Il diesel è finito, o comunque non viene consegnato”. A Roma i distributori sono a secco, e se la guerra in Iran continua – parola di chi sta al terminal – saremo in emergenza nazionale entro dieci giorni.

Perché l’accisa è il vero nodo (e non solo una tassa)

Quando senti parlare di “caro carburanti”, il pensiero vola subito al greggio. Sbagliato. L’accisa rappresenta ormai oltre il 50% del prezzo alla pompa. Ma il problema oggi non è nemmeno solo l’importo: è il meccanismo del Registro Carico/Scarico oli minerali assoggettati ad accisa mod. A. Ogni litro che entra in un deposito fiscale deve essere tracciato, certificato, dichiarato. In tempo di crisi, i fornitori esteri girano al largo: perché mai dovrebbero sottostare alla nostra burocrazia quando possono vendere altrove con meno rogne?

  • Prezzi in salita libera: la media del gasolio vola sopra i 2,3 euro al litro, battendo anche i record del marzo 2026.
  • Distributori fantasma: a Roma, Firenze e Napoli oltre il 30% degli impianti è già fermo. E la situazione peggiora ora per ora.
  • Effetto domino sugli aerei: il carburante Jet A1 comincia a scarseggiare negli scali secondari. Se non riaprono i rubinetti, entro fine mese salteranno i primi voli regionali.

Codex Augusteus de Accisa Generali: un fantasma del passato che torna attuale

Lo so, sembra roba da antiquariato. Ma il Codex Augusteus de Accisa Generali... - Primary Source Edition non è solo un pezzo da museo: è la radice del nostro sistema di accise, un groviglio di leggi settecentesche che ancora oggi ingessa le catene logistiche. Ogni concessionario ti dirà che la quantità di moduli da compilare per spostare un camion di diesel da un deposito all’altro è diventata folle. E ora che la guerra in Iran ha stretto il cappio sulle forniture, quel carico di scartoffie si trasforma in ore perse, consegne saltate, stazioni di servizio chiuse.

Non voglio fare il catastrofista, ma Marsiglia ha ragione. Ho parlato ieri con un operatore di un deposito fiscale a Civitavecchia: “Il Registro Carico/Scarico è la nostra croce – mi ha detto –. Senza semplificazione, anche se il petrolio tornasse domani, ci vorrebbero settimane per rimettere in moto la macchina”. E intanto il costo medio del gasolio continua a salire, superando qualsiasi previsione dell’inizio dell’anno.

Cosa possiamo fare, concretamente? Poco, da automobilisti. Ma se abiti in una grande città, tieni d’occhio le app dei distributori e riempi il serbatoio quando trovi un impianto aperto, senza farti prendere dal panico. Gli operatori seri – quelli che non speculano – stanno razionando il poco prodotto che arriva. E il governo? Si parla di uno sconto sull’accisa per i prossimi tre mesi, ma finché il mod. A non verrà rivisto in chiave digitale e rapida, resteremo con il freno a mano tirato.

Una cosa è certa: quella che stiamo vivendo non è una semplice impennata dei prezzi. È il crash test di un sistema fiscale obsoleto di fronte a una crisi geopolitica vera. Se ne usciremo, dovremo ripensare da capo il modo in cui tassiamo e tracciamo i minerali energetici. Per ora, stringete i denti e, se vedete un distributore aperto, fermatevi. Perché domani potrebbe essere già troppo tardi.