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L'era dei Robotaxi è iniziata: Tesla, Apollo Go di Baidu e la sperimentazione Nissan-Uber a Tokyo. Come le decisioni della guida autonoma ridefiniranno la mobilità del futuro?

Tecnologia ✍️ 陳志明 🕒 2026-03-12 15:38 🔥 Visualizzazioni: 1

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Sperimentazione Nissan-Uber a Tokyo: il Robotaxi sbarca in Asia

L'argomento più caldo nel mondo della tecnologia ultimamente è senza dubbio il Robotaxi. Non solo Elon Musk con Tesla ne parla continuamente, ma anche le case automobilistiche tradizionali e i colossi tecnologici si stanno gettando nella mischia. L'ultima novità è l'annuncio di Nissan, Uber e Wayve, il mago della visione artificiale, che hanno lanciato ufficialmente un servizio sperimentale di robotaxi per le strade di Tokyo. Si dice che le trattative siano state lunghe prima di definire questa collaborazione a tre: Nissan fornisce i veicoli, Uber mette a disposizione la piattaforma e Wayve integra il suo algoritmo di intelligenza artificiale fondamentale, una mossa chiara per piantare una bandiera nel mercato asiatico. Questa è senza dubbio la più importante manovra strategica dopo quella negli Stati Uniti.

Robotaxi Tesla vs Apollo Go di Baidu: due approcci a confronto

Parlando del Robotaxi di Tesla, Elon Musk, nonostante i suoi continui "al lupo, al lupo", gli addetti ai lavori sanno che stanno tramando per trasformare la flotta esistente in una "macchina per fare soldi", dove i proprietari possono lasciare che la loro auto esca e guadagni da sola. Tuttavia, gli ostacoli su questa strada sono innumerevoli, e quello degli enti regolatori è particolarmente duro. Dall'altra parte, Apollo Go di Baidu è già fiorente a Pechino e Wuhan, e sta procedendo a gran velocità. Baidu si muove in questo settore da oltre dieci anni e i dati sulle condizioni stradali reali che ha accumulato sono pazzeschi. Dico sempre ai miei amici che la loro mossa più intelligente è stata quella di impostare fin dall'inizio standard di sicurezza altissimi, ispirandosi perfino alle logiche del Pentagono con programmi di bug bounty, invitando hacker di tutto il mondo a trovare falle nel sistema per garantire la stabilità dei robotaxi. Questa strategia di consolidare prima le difese è ciò che fa sentire i passeggeri al sicuro.

Come prendono decisioni i veicoli a guida autonoma? Dalle decisioni di guida agli insegnamenti della NASCAR

Ma in fondo, perché un robotaxi funzioni bene, il cuore del problema è sempre lo stesso: come fa la guida autonoma a percepire il mondo e a prendere decisioni? Questo è proprio il punto di forza dei geni tecnologici di Wayve. Loro non si affidano alle tradizionali mappe ad alta definizione, ma usano il machine learning per far sì che l'auto, come farebbe una persona, comprenda l'ambiente circostante in tempo reale attraverso la vista. Un nuovo libro, Driving Decisions: How Autonomous Vehicles Make Sense of the World, analizza a fondo la logica dietro queste tecnologie: dal momento in cui la telecamera cattura l'immagine, all'algoritmo che decide se accelerare o frenare, l'intero processo è cento volte più complesso di un videogioco di corse. A proposito di corse, pensate che il fatto che la NASCAR faccia un balzo nel XXI secolo riguardi solo le corse? Dietro, riflette una grande tendenza dell'intera industria automobilistica: dati, decisioni, velocità. Negli ultimi anni, la NASCAR ha introdotto una miriade di sensori e analisi dei dati in tempo reale per aiutare i piloti a prendere le decisioni più precise ad altissima velocità, un concetto che non è poi così diverso dagli algoritmi decisionali dei robotaxi. In futuro, la mobilità potrebbe essere proprio come una gara: efficiente, precisa, ma più sicura di quando guidi tu.

Riassumendo le principali forze in campo dei robotaxi:

  • Robotaxi Tesla: basato sulla flotta esistente, con aggiornamenti software, modello leggero, ma grandi sfide a livello normativo.
  • Apollo Go di Baidu: velocità cinese, enormi quantità di dati da test su strada, supporto governativo e raggio d'azione in continua espansione; a Pechino è già un'opzione di trasporto comune.
  • Nissan+Uber+Wayve: un'alleanza internazionale che combina case automobilistiche, piattaforme e tecnologia AI. Il progetto pilota di Tokyo è un banco di prova importante per vedere come riusciranno a farsi strada nell'area metropolitana più trafficata dell'Asia.

È prevedibile che nei prossimi anni la competizione nel settore dei robotaxi non potrà che intensificarsi. Quando la tecnologia sarà matura e le normative al passo, il nostro modo di spostarsi potrebbe cambiare radicalmente: forse allora non avremo più bisogno di comprare un'auto, con taxi a guida autonoma a chiamata che costeranno molto meno dell'attuale possesso di un'auto. Tutto questo, però, deve ancora essere verificato dal tempo, ma almeno adesso iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel.