Mossad: l'ombra di Israele si allunga da Teheran a Beirut dopo i raid del marzo 2026
Il 6 marzo 2026 rimarrà negli annali del Medio Oriente come un nuovo punto di svolta. Israele ha lanciato raid di rara portata contro l'Iran e il Libano, facendo tremare l'intera regione. Dietro questi attacchi si cela un'ombra familiare: il Mossad, il servizio di intelligence israeliano, la cui mano invisibile sembra guidare ogni mossa strategica. Persino gli Americani hanno alzato la voce, mettendo in guardia da un'escalation incontrollabile, ma Tsahal continua a colpire con una precisione che sa del meticoloso lavoro degli agenti segreti.
Ma al di là delle notizie scottanti, cosa sappiamo veramente di questa agenzia leggendaria? Incarna allo stesso tempo timore e ammirazione, mescolando imprese tecnologiche e metodi ereditati dalla guerra fredda. Per capire il presente, bisogna immergersi nei suoi archivi segreti, là dove si intrecciano vendette personali e ragion di Stato.
L'ombra di Monaco: la caccia senza fine del Mossad
Uno dei capitoli più celebri resta la caccia ai mandanti della strage di Monaco del 1972. Dopo il rapimento e la morte degli atleti israeliani, il Mossad ricevette l'ordine di stanare ed eliminare i responsabili. Fu l'operazione "Ira di Dio". Per anni, i suoi agenti percorsero l'Europa, abbattendo uno a uno i membri di Settembre Nero. Questi omicidi mirati – gli "omicidi del Mossad dopo la strage di Monaco" – hanno forgiato la leggenda di un'agenzia capace di colpire ovunque, in qualsiasi momento, senza lasciare tracce. Si ricorda ancora l'eliminazione di Ali Hassan Salameh a Beirut, o quella di Abu Dawud, pianificata nel cuore di Varsavia.
Tra questi agenti, alcuni sono diventati fantasmi. Si sussurra il nome de "L'angelo del Mossad", un soprannome dato a un'operatrice o un operatore d'eccezione, la cui bellezza avrebbe aperto le porte meglio sorvegliate. Mito o realtà? Poco importa, il nome si è attaccato alla pelle dell'agenzia, aggiungendo uno strato di mistero a un'istituzione già segreta.
Da Teheran a Beirut: un secolo di interferenze
Ma il Mossad non ha aspettato il 2026 per interessarsi all'Iran. Già negli anni '50, ha collaborato con la CIA per destabilizzare il governo di Mohammad Mossadeq, il primo ministro nazionalista che aveva osato nazionalizzare il petrolio britannico. L'operazione Ajax, nel 1953, lo rovesciò e insediò lo Scià, legando a lungo i servizi israeliani alle questioni iraniane. Oggi, Teheran è tornata ad essere il nemico numero uno, e il Mossad è regolarmente accusato di una serie di omicidi di scienziati nucleari iraniani – operazioni quasi-chirurgiche che portano la sua firma.
I raid del marzo 2026 si inseriscono in questa continuità. Tutto lascia credere che l'esercito israeliano abbia preso di mira depositi di armi e centri di comando di Hezbollah in Libano, mentre sono stati colpiti siti in Iran legati al programma balistico. Senza l'intelligence precisa fornita dal Mossad, questi attacchi non avrebbero avuto questa temibile efficacia.
Cosa tenere a mente
- Mossad: attore chiave della strategia israeliana, che unisce diplomazia segreta e azioni armate. Le sue diramazioni coprono tutto il Medio Oriente, da Beirut a Teheran.
- L'angelo del Mossad: mito o realtà, simboleggia il lato oscuro e la seduzione mortale dell'agenzia.
- Mohammad Mossadeq: esempio storico dell'influenza del Mossad in Iran, a ricordare che le radici dell'attuale crisi affondano nei colpi di Stato del secolo scorso.
- Omicidi post-Monaco: l'operazione che ha costruito la reputazione dell'agenzia, modello di perseveranza e determinazione.
Ora che la polvere si posa sui raid di marzo, una certezza rimane: il Mossad, con il suo passato sulfureo e i suoi metodi implacabili, resta la spada più affilata d'Israele in un Medio Oriente incandescente. E le sue leggende continueranno ad alimentare le conversazioni, dai salotti imbottiti di Tel Aviv ai vicoli di Beirut, fino alla prossima crisi.