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Håkan Hellström allo Ullevi: Ecco perché la magia vive ancora oggi

Spettacoli ✍️ Erik Lundgren 🕒 2026-03-15 00:53 🔥 Visualizzazioni: 1
Håkan Hellström på Ullevi

Ci sono artisti, e poi c'è Håkan Hellström. L'orgoglio di Göteborg, il poeta della casa comune, l'uomo che fa tremare le fondamenta dell'intero Ullevi. Anche se gli anni passano, le sue canzoni rimangono come marcatori temporali per generazioni di svedesi. Nessun altro come lui sa mettere a nudo la propria anima sul palco e, allo stesso tempo, far provare la stessa identica emozione a 70.000 persone.

La serata che divenne leggenda – 7 giugno 2014

Per chi c'era – e per chi avrebbe voluto esserci – il ricordo di Håkan Hellström allo Ullevi il 7 giugno 2014 è ancora vivido. Non fu solo un concerto, fu un battito cardiaco collettivo. Quando uscì su quel palco, con il suo caratteristico cappello e quello sguardo timido e al contempo totalmente scenico, sapevamo che stava per accadere qualcosa di magico. Quella sera, si strappò letteralmente il cuore dal petto, e il pubblico rispose con la stessa energia.

Le canzoni che sappiamo a memoria – "Känn ingen sorg för mig Göteborg", "Det kommer aldrig va över för mig" e non da ultimo "Hela huset" – riecheggiarono nell'arena come un unico, lungo coro. Fu un promemoria del perché Håkan Hellström è più di un artista: è un'istituzione.

Tre momenti dello Ullevi che ci sono rimasti impressi nella retina

  • Quando cantò "En vän med en bil" e l'intero stadio sobbalzava. Il terreno ondeggiava, la gente piangeva e rideva allo stesso tempo.
  • L'apparizione a sorpresa di nientemeno che Sylvia Vrethammar. Un duetto surreale e meraviglioso che solo Håkan poteva realizzare.
  • I bis che non finivano mai. Usciva dal palco, tornava, usciva di nuovo – nessuno voleva andarsene a casa.

Cosa è successo da allora?

Da quella sera di giugno del 2014, Håkan ha continuato a sorprendere. Ha pubblicato album, ha riempito di nuovo lo Ullevi (nel 2017 e nel 2022) e ha dimostrato di evolversi costantemente. Ma la domanda che molti si pongono è: riuscirà a superare il 2014? Alcuni concerti sono così perfetti da diventare quasi un peso, ma Håkan sembra non curarsene. Fa quello che ha sempre fatto: sale sul palco e dà tutto, che sia per 50 persone in un locale di Majorna o per 70.000 nell'arena nazionale.

Uno dei critici musicali più stimati del paese lo ha descritto come se Håkan offrisse uno "spettacolo crudo" e che, come pubblico, si arrivi a comprendere l'unicità dell'artista. Non si tratta di perfezione, si tratta di autenticità. Ed è proprio per questo che Håkan Hellström è ancora rilevante. In un'epoca di autotune e pop star coreografate, lui è lì con la sua chitarra e la sua voce rotta a ricordarci che la musica può davvero significare qualcosa.

Il futuro? È già qui

Girano voci su nuove canzoni, forse un tour l'anno prossimo. Ma quasi non importa. Perché qualunque cosa Håkan Hellström farà dopo, una cosa la sappiamo: quando risalirà sul palco, noi ci saremo. E canteremo a squarciagola ogni singola dannata canzone, dalla prima all'ultima nota. Perché Håkan non è solo un artista. Håkan è la Svezia.