CPH:DOX 2026: I film da non perdere assolutamente a Copenaghen
L'aria primaverile ha finalmente cominciato a farsi sentire su Copenaghen, e questo può significare solo una cosa: è di nuovo tempo di CPH:DOX. Ho perso il conto ormai di quanti anni giro in questo circo, ma una cosa è certa: il programma per il 2026 è tra i più solidi che abbia visto da molto tempo. La città brulica di vita, i cinema si preparano e noi tutti ci ritroviamo con quella piacevole sensazione di smarrimento: cosa scegliere?
Il festival è sempre stato un parco giochi per le anime curiose, desiderose di storie che tocchino il cuore e sfidino la mente. Quest'anno non fa eccezione. Si spazia dalle intelligenze artificiali capaci di inventare poesie all'istante, a viaggi malinconici e suggestivi nell'anima della Groenlandia. Ho esplorato il programma, parlato con gli organizzatori, ed ecco la mia personale guida a ciò che proprio non potete perdere.
Quando la scienza diventa grande arte
Non è un segreto che io abbia un debole per quei film che riescono a rendere la scienza complessa qualcosa che si possa sentire sulla pelle. Quest'anno c'è un focus speciale sul cosmo e il nostro posto in esso: il film We Are Stardust ne è un esempio eccellente. È un viaggio visivo che collega buchi neri e biologia molecolare in un modo tale da lasciarti con la sensazione di far parte di qualcosa di molto, molto più grande. Segnatevelo.
Per noi che amiamo la curiosità tecnologica, ci sono diverse perle sull'intelligenza artificiale. Non sono noiosi sermoni cinematografici, ma ritratti onesti e stimolanti di come gli algoritmi stiano lentamente cambiando la nostra realtà. Questo è il CPH:DOX al suo meglio: capace di offrire spunti di riflessione molto dopo che i titoli di coda sono finiti.
Tre film di cui non ti pentirai
Lo so, il programma può sembrare sterminato. Per questo ho selezionato un paio di titoli dalle scorse edizioni (e in prospettiva di quella di quest'anno) che mi sono rimasti impressi. La critica è concorde e non posso che confermare:
- La grande sorpresa dell'anno: C'è un documentario sulla Groenlandia quest'anno che riesce a offrire un'immagine sfaccettata, lontana dai soliti cliché. Assolutamente da vedere.
- Dalla classica del 2019: Ricordo ancora il dibattito intorno ad alcuni dei grandi titoli di CPH:DOX 2019. Quest'anno c'è un film che tocca la stessa fibra: è personale, politico e dannatamente rilevante.
- Sperimentazione artistica: Per chi cerca qualcosa di diverso, c'è una nuova ondata di documentarismo sperimentale che gioca con il formato. Pensate alla potenza visiva di alcune delle migliori opere di CPH:DOX 2018, ma con una prospettiva nuova e fresca per il 2026.
Quando la musica incontra le immagini
Una delle cose che attendo con più ansia si svolge fuori dalle buie sale cinematografiche. Dobbiamo passare da Hotel Cecil X Cph:dox, perché hanno invitato il compositore francese Chassol (FR). È un fenomeno. Prende la realtà, le voci di tutti i giorni e campionamenti da ogni angolo del mondo, e li compone in qualcosa che è quasi una nuova forma d'arte. Non è solo un concerto: è un'esperienza audiovisiva che si sposa perfettamente con lo spirito del festival. Sarà qualcosa di veramente speciale.
E poi c'è la collaborazione MANNA x cph:dox, sempre una scelta vincente per chi vuole unire esperienze culinarie e film in modo innovativo. È il luogo dove incontrare gli altri appassionati, discutere delle scoperte del giorno e mangiare qualcosa di buono. Per me, è un appuntamento fisso nel ritmo del festival.
Insomma, Copenaghen si sta preparando per la sua annuale festa del documentario. Correte a prenotare i biglietti e lasciatevi trasportare. Sarà un'edizione memorabile.