Art Basel 2026: Dal vivo, da Miami Beach a Hong Kong, i momenti d’arte imperdibili
Se in questi giorni passate davanti al Convention and Exhibition Centre di Wan Chai e vedete una folla immensa, non stupitevi. A marzo, l’energia artistica della città è come un motore pronto a scattare, e Art Basel è la scintilla che lo accende. Appena aperta la fiera di quest’anno, mi ci sono infilato senza perdere un attimo, per scoprire cosa ha portato di nuovo quest’onda artistica che da Miami Beach è arrivata fino a Hong Kong.
Da Miami Beach a Hong Kong: un’ondata di ironia
I più informati sanno bene che quest’anno ad Art Basel: Miami Beach c’era un’opera, “Laughs in Spanish”, che aveva fatto parlare di sé. Questa grande installazione di un collettivo di artisti trasformava le barriere linguistiche delle conversazioni quotidiane in humour visivo con un tono quasi beffardo: una magia che ti fa sorridere, anche se non capisci le parole. Ora che l’abbiamo ritrovata nella fiera di Hong Kong, è come se una vecchia amica venuta da lontano ti salutasse con la massima leggerezza: «Ehi, quanto tempo, come va?».
Questo senso dell’umorismo si respira dappertutto nella fiera di quest’anno, e alcune nuove opere di artisti di spicco lo portano a livelli estremi, con un’ironia che sa dire molto più di quanto sembri. Ad esempio, la serie di sculture dell’artista italiano Vincenzo De Bellis presenta forme geometriche dall’apparenza classica, ma a guardarle da vicino, si scoprono meme moderni nascosti nelle venature del marmo. Questo senso di assurdità che attraversa il tempo e lo spazio fa sì che molti visitatori si fermino davanti alle opere a lungo, con un sorriso che sboccia spontaneo.
Il legame con Hong Kong: il “dialogo” di Sue Hostetler
Oltre ai grandi nomi internazionali, ci interessa naturalmente capire come l’arte interagisca con la città. Le opere dell’artista americana Sue Hostetler sono un esempio eccellente in questo senso. Per l’occasione, presenta una serie di dipinti e installazioni ispirate alle insegne al neon di Hong Kong, in cui decostruisce e ricompone questi simboli urbani così familiari da essere quasi invisibili, trasformandoli in astrazioni che ci appaiono insieme intime e stranianti.
Mentre ero lì davanti, ho sentito un signore che diceva alla moglie: «Ehi, ma questa non è l’insegna del nostro ristorante sotto casa?». In quel momento ho capito che l’arte non ha per forza bisogno di essere ermetica: quando riesce a colpire con precisione la memoria della nostra vita quotidiana, suscita un’emozione ineguagliabile. Ed è proprio questa la trasformazione più preziosa che Art Basel ha vissuto in tutti questi anni a Hong Kong: non è più solo una “vetrina di vendita” per gallerie globali, ma una piattaforma capace di entrare in profonda risonanza con la cultura locale.
Consigli per visitare la fiera: tre aree da non perdere
Quest’anno lo spazio espositivo è organizzato in modo più fluido rispetto al passato, ma se avete poco tempo, vi consiglio di concentrarvi su queste aree:
- “Galleries” (Sezione Gallerie): è il cuore della fiera, con il meglio delle gallerie più importanti del mondo. Non limitatevi a fare una foto di rito, entrate in ogni stand e scambiate due chiacchiere con i galleristi: spesso sono loro a svelarvi storie inedite dietro le opere.
- “Insights” (Prospettive Asiatiche): questa sezione è interamente dedicata agli artisti asiatici. Quest’anno ci sono molte nuove promesse dal Sud-est asiatico, con opere che invitano a una profonda riflessione sulla società e la storia: meritano sicuramente il vostro tempo.
- “Encounters” (Spazio Incontri): qui troverete grandi installazioni e sculture, l’area perfetta per le vostre foto. Ma oltre allo scatto, prestate attenzione a come interagire con le opere: molte di esse vi invitano a entrarci dentro, a sedervi, a diventare parte integrante dell’installazione.
Tra gli addetti ai lavori si vociferava che, a causa dei recenti sviluppi nella situazione in Medio Oriente, gli spostamenti di alcuni collezionisti e gallerie internazionali avrebbero subito dei contraccolpi. Ma a giudicare dalla folla e dall’atmosfera in fiera, la posizione di Hong Kong come centro artistico dell’Asia rimane salda. Anzi, forse proprio grazie a questi cambiamenti, abbiamo più opportunità per fermarci e “guardare” davvero l’arte, senza farci trascinare dalla frenesia del mercato.
Art Basel 2026 a Hong Kong prosegue fino a questo fine settimana. Che siate collezionisti esperti o semplicemente in cerca di un luogo dove immergervi nell’atmosfera artistica per il weekend, qui c’è un posto per tutti. Approfittate che non piove ancora, chiamate gli amici e correte al Convention and Exhibition Centre a vivere quest’ondata artistica che da Miami Beach si è allargata fino al porto di Victoria.