Nicolas Sarkozy deve scontare la pena: la giustizia respinge il suo ultimo ricorso nel caso Bygmalion
È un duro colpo per l'ex capo di Stato. Questo lunedì 9 marzo 2026, il tribunale ha ufficialmente respinto l'istanza di Nicolas Sarkozy che chiedeva l'unificazione delle pene nei casi Bygmalion e Bismuth. Risultato: dovrà scontare la pena detentiva definitiva nel procedimento sui conti della campagna elettorale del 2012. Fine del suspence giudiziario per chi non ha mai smesso di proclamare la propria innocenza.
Lo si sapeva dalla sua condanna in appello: l'ex presidente era stato riconosciuto colpevole di finanziamento illecito della sua campagna presidenziale. Ma sperava ancora di giocare la carta procedurale chiedendo che questa pena fosse unificata con quella, già pesante, del caso Bismuth (tre anni di reclusione, di cui uno da scontare). I giudici non hanno seguito questa linea argomentativa. Ora, Nicolas Sarkozy dovrà quindi scontare la sua pena di un anno di reclusione con il braccialetto elettronico, al proprio domicilio. Una prima assoluta per un ex presidente della Repubblica.
L'impossibile unificazione delle pene
Dietro questo gergo giuridico, si cela una realtà semplice: la giustizia ritiene che i due casi siano distinti. Nel caso Bygmalion, si trattava del sistema di false fatture per mascherare l'esplosione delle spese della sua campagna persa del 2012. Nel caso Bismuth, era un'altra epoca, altri metodi (intercettazioni, sospetti di corruzione). La procura aveva del resto dato parere sfavorevole a questa richiesta di unificazione. I giudici hanno seguito questa logica: niente trattamenti di favore, nemmeno per un ex inquilino dell'Eliseo.
Risultato finale: Nicolas Sarkozy dovrà fare i conti con l'uso del braccialetto. Una decisione che arriva mentre l'uomo festeggia i suoi 71 anni e mentre il suo clan familiare osserva, da dietro le quinte, questo nuovo capitolo giudiziario.
La famiglia Sarkozy nella bufera
Naturalmente, quest'anno 2026 non risparmia i suoi cari. Carla Bruni, sua moglie, resta discreta. L'ex first lady, che ha sempre mostrato un sostegno incondizionato, non ha commentato pubblicamente questa decisione. Ma nel suo entourage, la si sa determinata ad accompagnarlo durante questo periodo di detenzione domiciliare. Una prova per la coppia, abituata ai riflettori ma meno ai vincoli giudiziari.
Anche i figli vivono questa vicenda da lontano. Louis Sarkozy, il figlio nato dal suo primo matrimonio con Chiara Mastroianni, è stabilito negli Stati Uniti. Il giovane filosofo e influencer, molto attivo sui social, non ha postato una parola sull'argomento. A distanza, segue probabilmente le traversie del padre con il distacco di un americano. Jean Sarkozy, il figlio maggiore impegnato in politica (è consigliere dipartimentale dell'Hauts-de-Seine), mantiene un profilo basso. Lui che è stato spesso presentato come il delfino potenziale, oggi preferisce la discrezione. Quanto a Pierre Sarkozy, il DJ e produttore musicale, resta concentrato sui suoi piatti e sui suoi progetti artistici. Nessuno di loro ha voluto commentare a caldo.
Cosa attende ora l'ex presidente
Concretamente, come si svolgerà questa pena? Nicolas Sarkozy dovrà richiedere una modifica della pena (cosa già stabilita in linea di principio) e farsi applicare un braccialetto elettronico. Potrà uscire dal suo domicilio in determinate ore per lavoro o per impegni, ma i suoi spostamenti saranno monitorati. Una situazione umiliante per un uomo che ha guidato la Francia per cinque anni, ma la giustizia ha fatto il suo corso.
Questo rigetto dell'unificazione delle pene segna anche la fine di una strategia difensiva. Ora, l'ex presidente non ha più carte giudiziarie da giocare su questo fascicolo. Gli resta la possibilità di adire la Corte europea dei diritti dell'uomo, ma ciò non sospende l'esecuzione della pena. Tra qualche settimana, Nicolas Sarkozy diventerà quindi ufficialmente il primo presidente della Quinta Repubblica a scontare una pena detentiva, seppur con il braccialetto.
I protagonisti della saga giudiziaria
- Nicolas Sarkozy: l'ex presidente, 71 anni, condannato nei casi Bygmalion e Bismuth.
- Carla Bruni: sua moglie, ex modella e cantante, sempre al suo fianco.
- Louis Sarkozy: il figlio filosofo, stabilito negli Stati Uniti, discreto sulla vicenda.
- Jean Sarkozy: il figlio politico, consigliere dipartimentale, che evita i riflettori.
- Pierre Sarkozy: il figlio musicista, alias "Mosey", lontano dalle aule di tribunale.
Ecco. La saga giudiziaria di Sarkozy non è del tutto chiusa, ma questo capitolo si volta pagina in modo brusco. Spazio ora all'esecuzione della pena, e al modo in cui l'ex capo di Stato vivrà questi mesi sotto sorveglianza.