RTS tra mandato di servizio pubblico e pressione commerciale: Una ricognizione
È uno strano miscuglio quello che si sta preparando attorno alla RTS. Da un lato le critiche pubbliche, recentemente alimentate da una lettera aperta di oltre mille accademici che mettono in guardia contro un indebolimento della SRG SSR. Dall'altro lato, la tenace narrativa della mentalità da "televisione di Stato", che circola soprattutto sui social media. La RTS è al centro di una guerra di religione sul futuro del servizio pubblico. E in mezzo a questa tempesta, la Radio Televisione Svizzera romanda deve svolgere la sua quotidianità: produrre programmi, informare, intrattenere – e sì, anche fornire ascolti.
L'accusa di parzialità e la difesa della redazione capo
Cominciamo con l'elefante nella stanza: RTS Info. Non passa settimana che non si discuta di un presunto orientamento di parte nei resoconti. La direzione della RTS minimizza, facendo riferimento alle linee guida redazionali e alla diversità interna. Ma la sfiducia è radicata. Proprio in un momento in cui il dimezzamento del canone radiotelevisivo – ricordiamo la campagna "200 franchi sono sufficienti!" – è nuovamente all'ordine del giorno politico, ogni contributo viene passato al setaccio. La questione non è più solo se la RTS adempia al suo mandato informativo, ma se nel suo insieme sia ancora in grado di ottenere il consenso della maggioranza.
La diversità dei programmi tra RTS1 e RTS Sport
Eppure, molti, nella frenesia politica quotidiana, dimenticano ciò che la RTS realizza ogni giorno. Chi ieri sera ha acceso RTS1, ha visto una buona miscela di produzioni svizzere e format internazionali. Su RTS Sport andava intanto in onda il riassunto della Super League, affiancato da servizi di approfondimento che le emittenti private hanno da tempo eliminato. È questa missione culturale, la promozione della coesione nazionale attraverso contenuti condivisi, che rischia di essere dimenticata nel dibattito. RTSA (gli archivi RTS) preserva inoltre la memoria audiovisiva della Svizzera romanda – un tesoro difficilmente sfruttabile a livello commerciale, ma di inestimabile valore.
Lo sguardo verso est: il MICEX-RTS come termometro economico
Ma la RTS non è solo un attore culturale, è anche un fattore economico. Ed è qui che la situazione si fa interessante per chi tiene d'occhio il quadro generale. Mentre dibattiamo sul finanziamento tramite canone, i mercati finanziari mostrano quanto sia fragile l'interconnessione internazionale. L'indice azionario russo MICEX-RTS, ad esempio, stenta a decollare nonostante gli alti prezzi delle materie prime – un segnale del perdurare dell'incertezza geopolitica. Per gli investitori svizzeri esposti all'Europa orientale, questo indice è un barometro quotidiano. La RTS come emittente di servizio pubblico, naturalmente, non ha nulla a che vedere con questa sigla borsistica, ma l'omonimia è una curiosa coincidenza: mentre una RTS lotta per i suoi finanziamenti, l'altra RTS (l'indice) combatte per la propria ragion d'essere in un mercato isolato.
Il dilemma cruciale: quanto servizio pubblico può sopportare il mercato?
Veniamo al nocciolo della questione, rilevante anche per clienti pubblicitari e investitori. La SRG SSR, e con essa la RTS, si finanzia per circa l'80% tramite il canone. Il resto proviene da pubblicità e sponsorizzazioni. Ed è proprio quest'area di finanziamento misto ad essere sotto pressione. Gli editori privati vedono nelle offerte online della RTS una sgradita concorrenza per i franchi pubblicitari. Chiedono una chiara separazione: i contenuti finanziati dal canone dovrebbero essere privi di pubblicità. La RTS ribatte che senza gli introiti pubblicitari sarebbe costretta a ridurre drasticamente la propria offerta programmatica – e questo segnerebbe la fine degli sport di nicchia o dei documentari di impegno su RTS1.
L'attuale dibattito sui mille accademici che si mobilitano contro i tagli è solo la punta dell'iceberg. Dietro si cela un confronto fondamentale sul valore del giornalismo indipendente in Svizzera. Da osservatore di lunga data di questo settore, consiglio di guardare attentamente:
- La politica: Saprà resistere alla pressione dell'economizzazione o metterà mano al bilancio della RTS?
- Il mondo pubblicitario: Riconosce il valore aggiunto di un contesto di alta qualità, che la RTS con la sua RTS Info e le sue trasmissioni sportive offre?
- Il pubblico: È disposto a pagare per questa offerta anche in futuro tramite il canone, o preferisce le alternative apparentemente gratuite?
La RTS si trova a un bivio. Il modo in cui riuscirà a destreggiarsi tra mandato di servizio pubblico e pressione commerciale deciderà non solo il suo futuro, ma anche quanto sarà diversificato il panorama mediatico svizzero tra dieci anni. Il MICEX-RTS sarà forse solo una nota a margine, ma ci ricorda che la stabilità – sia in borsa che in radiotelevisione – è un bene prezioso che ha il suo costo.