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MacBook Air M5 e MacBook Pro M5 Pro/Max: Cosa Cambia Davvero per il Mercato Italiano?

Technology ✍️ Lorenzo Valli 🕒 2026-03-04 01:06 🔥 Visualizzazioni: 2
Nuovi MacBook Pro con chip M5

Ragazzi, lasciate perdere i rumor della settimana scorsa. Quello che Apple ha svelato ieri non è il solito aggiornamento di routine a cui ci avevano abituati. Parlo ovviamente dei nuovi MacBook Air con M5 e dei mostri sacri MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max. Ho passato la notte a leggere i comunicati stampa, a confrontare i datasheet e, soprattutto, a tradurre questi numeri in quello che significano per noi qui in Italia, per chi deve aprire il portafogli e comprare. E credetemi, c'è molto da digerire.

La Svolta: Non è Solo Questione di Velocità

Partiamo dal cuore del discorso, che poi è il grande tema di questa release: l'architettura. Con i chip M5 Pro e M5 Max, Apple ha fatto una mossa coraggiosa che definisce "Fusion Architecture". In parole povere, hanno smesso di cercare di fare un chip unico sempre più grande e hanno iniziato a fondere insieme due die da 3 nanometri in un unico sistema. È un po' come passare da un monolito a due reattori nucleari che lavorano in sincronia. Il risultato? Un aumento di prestazioni mostruoso, soprattutto per i carichi di lavoro professionali, ma tenendo a bada i consumi. Questo è il vero salto generazionale, non il solito +20% di benchmark.

E qui arriva il bello per noi comuni mortali. Il nuovo MacBook Air M5 beneficia di questa filosofia in modo diverso. Non ha la Fusion Architecture, ma eredita i nuovi "super core" e i "performance core" ridisegnati. Significa che anche il fratello minore, quello che tutti compriamo per scrivere tesi, guardare Netflix in treno o fare un po' di fotoritocco al volo, si ritrova con un motore potentissimo sotto il cofano. La vera novità, però, e qui voglio che prestiate attenzione, è lo storage di base: finalmente 512GB. Lo so, sembra una sciocchezza, ma per anni la base da 256GB è stata una vergogna. Ora, con i prezzi che partono da 1.249 euro per il 13 pollici, l'offerta inizia ad avere un senso anche per chi non è un appassionato. Lo dico chiaro: se arrivate da un Intel, questo MacBook Air M5 vi farà l'effetto di passare dalla Fiat Panda alla Formula 1.

MacBook Air M5: Perché Dovrebbe Interessarti (Anche se Hai un M1)

Ho letto i primi commenti sui forum italiani, c'è sempre qualcuno che chiede: "Vale la pena aggiornare il mio M1?". La risposta, come sempre, è "dipende". Ma con l'M5 le variabili sono cambiate.

  • Prestazioni AI: Apple sta spingendo tantissimo sull'intelligenza artificiale on-device. Il nuovo chip ha un Neural Engine più veloce e, soprattutto, Neural Accelerator direttamente nei core della GPU. Cosa significa in italiano? Che funzioni come il tagging automatico di foto, la trascrizione vocale in tempo reale, o certi effetti in app di video editing, voleranno senza scaldare la macchina. Se usate app come Pixelmator o DaVinci Resolve, la differenza la sentirete.
  • Wi-Fi 7 e Bluetooth 6: Qui Apple ha integrato il suo chip N1. Ok, ora, il Wi-Fi 7 in Italia è ancora agli albori, ma comprare un computer oggi significa guardare ai prossimi 5 anni. E chi lavora in smart working o in spazi coworking affollati, sa che una connessione stabile e veloce è più importante di 10 giga di RAM in più.
  • SSD più veloce: I primi test indipendenti mostrano velocità di lettura che raddoppiano. Questo si traduce in aperture di app istantanee e, soprattutto, tempi di boot e di risveglio immediati. Una goduria quotidiana.

Poi c'è il discorso della longevità. Se siete tipi da "compro e tengo 7-8 anni", l'M5 con 16GB di RAM unificata (che è il minimo, di serie) e 512GB di SSD è un investimento. E se siete tra quelli che il computer lo comprano e poi vogliono capire come funziona davvero, magari ottimizzare la batteria o scoprire tutte le potenzialità di macOS, vi consiglio di dare un'occhiata a qualche guida approfondita. Io ho visto in giro "MCBOOK AIR M5 USER GUIDE FOR BEGINNERS AND SENIORS" che, anche se il titolo sembra scritto per i nonnini, in realtà è pieno di suggerimenti pratici anche per utenti esperti su come sfruttare al meglio il nuovo sistema operativo macOS Tahoe.

Il Nuovo Re del Lavoro: MacBook Pro M5 Pro e M5 Max

Se l'Air è la Ferrari per andare al bar, il nuovo MacBook Pro con M5 Pro è il tir che trasporta le merci sull'Autosole. E con l'M5 Max, parliamo direttamente di un trattore agricolo con la potenza di un jet.

La Fusion Architecture qui sprigiona tutta la sua potenza. La CPU arriva a 18 core, con 6 "super core" dedicati alle prestazioni più spinte. Apple dichiara un aumento delle prestazioni multitasking fino al 30% rispetto alla generazione M4. Ma il dato che mi ha fatto fischiare le orecchie è sulla GPU e la memoria:

  • M5 Pro: fino a 64GB di memoria unificata con 307 GB/s di bandwidth. Roba per gestire progetti 3D complessi o dataset immensi.
  • M5 Max: fino a 128GB di memoria e 614 GB/s di bandwidth.

Tradotto: chi lavora con modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) in locale, chi fa rendering 3D, chi monta video in 8K, ora ha una potenza da workstation che sta su una scrivania o in uno zaino. E non dimentichiamo i tre controller Thunderbolt 5 integrati, ognuno col suo chip dedicato. Questo significa poter attaccare più schermi ad altissima risoluzione e array di hard disk esterni senza che la macchina vada in affanno. Se siete fotografi o videomaker, sapete che è una manna.

I prezzi? Beh, qui si sale. Il MacBook Pro 14" con M5 Pro parte da 2.599 euro, mentre per un M5 Max si arriva a cifre da capogiro, oltre i 4.000 euro. Ma per chi ci lavora e ci guadagna, è uno strumento di produzione che ammortizzi in mesi, non in anni.

E il Mercato del Ricondizionato? Una Riflessione Obbligata

Ogni volta che esce una nuova generazione, scatta la corsa al ribasso sui modelli precedenti. E qui si apre un capitolo interessante per il mercato italiano, che è molto attento al risparmio. Se i nuovi prezzi vi sembrano folli, guardate cosa sta succedendo al ricondizionato.

Modelli come il MacBook Pro con Touch Bar del 2019 (quelli con processore Intel, per intenderci) stanno letteralmente crollando di valore. Ho visto inserzioni per un Apple "Ricondizionato MacBook Pro Touch Bar 13" 2019 Core i5 16GB a cifre intorno ai 500-700 euro. È un'occasione? Dipende. Sono macchine ancora valide per la navigazione e l'ufficio, ma con un processore Intel e una tastiera a farfalla che, diciamocelo, non è il massimo dell'affidabilità. Inoltre, la durata della batteria e il calore non sono paragonabili agli Apple Silicon. Le recensioni online sono piene di commenti tipo "ottimo prodotto, ma la batteria si scarica in fretta" o "è arrivato con la tastiera sbagliata". Insomma, se avete un budget strettissimo, possono andare, ma sappiate che state comprando un'auto d'epoca: ha fascino, ma la tecnologia è vecchia.

Il Setup Ideale: Oltre il Computer

Un'ultima nota, per chi sta pensando di allestire una postazione seria. Se vi prendete un MacBook Pro M5, non sottovalutate la connettività. Per sfruttare al meglio le potenzialità di Thunderbolt 5 e della nuova architettura, un buon hub è fondamentale. Ho visto in giro lo Satechi ST-HT4SHM-EU, un hub Thunderbolt 4 che, pur non essendo di ultimissima generazione, è un gioiello di affidabilità per collegare monitor, SSD e schede SD senza intoppi. Se lavorate con la fotografia, è quel tipo di accessorio che vi cambia la vita.

Il Nostro Punto di Vista

La mossa di Apple è chiara: stanno democratizzando l'AI e le prestazioni "pro". L'M5 nell'Air porta una potenza che fino a due anni fa era impensabile per un ultraportatile. I nuovi M5 Pro e M5 Max spostano l'asticella di ciò che è possibile fare su un laptop. Per noi italiani, attenti al portafoglio ma anche alla qualità, il consiglio è questo: se dovete comprare ora e avete bisogno di una macchina per i prossimi 5 anni, l'Air M5 è il miglior acquisto "mainstream". Se invece il computer è il vostro strumento di lavoro primario, il salto ai nuovi Pro è giustificato non solo dalla potenza, ma dall'efficienza e dalla capacità di memoria. Il mercato dell'usato e del ricondizionato, intanto, si prepara a un'altra ondata di offerte. Occhi aperti e buon lavoro.