Kristi Noem, un inizio in salita? Trump smentisce la campagna pubblicitaria da 200 milioni di dollari mentre si infiamma la corsa alla nomination
Proprio quando si pensava che la squadra di transizione di Trump avesse trovato il suo ritmo, a Washington si vocifera di un grosso screzio che minaccia di scuotere la nuova amministrazione. La governatrice del South Dakota, Kristi Noem, la scelta del presidente eletto per guidare il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), si ritrova improvvisamente al centro di una bufera che coinvolge una mastodontica campagna pubblicitaria da 200 milioni di dollari sulla sicurezza al confine, un'iniziativa dalla quale il diretto interessato ha preso pubblicamente le distanze.
È il genere di disconnessione pubblica che può mettere alla prova anche i politici più navigati. E per la Noem, che si godeva i riflettori da quando è stata nominata, è un test imbarazzante e molto pubblico della sua posizione, proprio mentre si prepara a quella che tutti si aspettano essere una battaglia di conferma estenuante.
Il mistero dei 200 milioni di dollari
Il caso è esploso all'inizio della settimana, quando il presidente eletto ha fatto sapere ai suoi più stretti collaboratori cosa ne pensasse: non ha mai dato il via libera a quella sbalorditiva campagna pubblicitaria da molti milioni di dollari che spingeva il suo messaggio sulla sicurezza al confine. "Io non l'ho approvata", avrebbe detto a un gruppo di collaboratori sbalorditi, gettando nel caos il futuro dell'iniziativa e, di riflesso, la strategia comunicativa che la Noem potrebbe aver assecondato. Le origini esatte di quell'enorme investimento pubblicitario? Ancora un mistero. Ma i tempi per la Noem non potrebbero essere peggiori.
Non si tratta solo di una scaramuccia su qualche spot televisivo; è tutta una questione d'immagine. Per una candidata la cui intera proposta si basa su una lealtà incrollabile e sull'attuazione della visione più intransigente dell'amministrazione, vedere il proprio futuro capo sconfessare pubblicamente un'iniziativa importante legata al tuo ruolo è uno scenario da incubo. Costringe la classe politica qui a chiedersi: è stata un'operazione fuori controllo da parte di alleati troppo zelanti, un catastrofico cedimento nella comunicazione, o semplicemente l'ultimo segnale di fazioni in lotta all'interno della squadra di transizione?
'Non si torna indietro': Il libro e la politica
Chiunque abbia seguito Kristi Noem in questi anni, tuttavia, sa che è fatta per la lotta. Il suo libro appena pubblicato, No Going Back: The Truth on What's Wrong with Politics and How We Move America Forward (Non si torna indietro: La verità su cosa non va nella politica e come portare l'America avanti), espone la sua visione in termini tipicamente diretti. È un manifesto che attacca lo status quo e chiede un approccio senza mezzi termini e intransigente su tutto, dal confine meridionale alle guerre culturali. In quasi ogni intervista di Kristi Noem di promozione del libro, si è presentata come la combattente pronta ad affrontare la "palude", criticando spesso i moderati del suo stesso partito e difendendo strenuamente il suo operato a Pierre.
I suoi argomenti chiave, quelli su cui probabilmente farà leva nelle prossime settimane, si riducono a pochi punti:
- Il confine è una crisi di sicurezza nazionale: Ha sostenuto la necessità di completare il muro e di schierare militari in servizio attivo.
- Denunciare l'ideologia "woke": Dalle aule scolastiche ai consigli di amministrazione, si è posizionata come una guerriera culturale in prima linea.
- Smantellare lo "stato profondo": Ha insistito sul fatto che dipartimenti come il DHS necessitano di un rinnovamento totale del personale e della missione.
Questi sono temi che fanno breccia nella base MAGA, ed è esattamente il motivo per cui Trump l'ha scelta. Ma la disputa pubblicitaria di questa settimana è un duro promemoria che anche i luogotenenti più fedeli devono districarsi in un campo minato politico. Il grande interrogativo ora è: si tratta solo di un piccolo equivoco sulle politiche, o è una prova deliberata della capacità della Noem di gestire il vasto e spesso caotico ecosistema di Trump?
Cosa attende la Noem adesso?
Per il momento, lo staff della governatrice tiene un profilo basso, lasciando che le acque si calmino prima di muoversi. I suoi sostenitori probabilmente minimizzeranno la cosa come un semplice intoppo, un disguido nel ritmo frenetico di una transizione complessa. I detrattori, invece, già sussurrano che è un segnale di ciò che verrà: mancanza di coordinamento o, peggio, un'indicazione che la Noem potrebbe essersi montata la testa prima ancora di essere confermata.
Riuscirà tutto questo a far deragliare la sua conferma? In un Senato a maggioranza repubblicana, probabilmente no. Ma serve come un brutale promemoria che per chiunque sia nell'orbita di Trump, il terreno può cambiare sotto i piedi in un istante. Le prossime settimane, con il Senato che si prepara per le audizioni e l'inevitabile fuoriuscita di altri dettagli su quella discutibile campagna pubblicitaria, saranno rivelatrici. Tutti gli occhi sono ora puntati su come Kristi Noem gestirà la situazione, e se riuscirà a trasformare questa inaspettata palla curva in una dimostrazione di resilienza, o se sarà il primo vero passo falso sul suo cammino verso il tavolo del governo.