Israel van Dorsten e la setta: Perché nel programma ‘Ferry & Edino: Over Leven’ chiede comprensione
Lo conosciamo tutti per quella bizzarra scoperta a Ruinerwold: Israel van Dorsten, il ragazzo che per anni visse in totale isolamento con i fratelli e le sorelle in una fattoria sperduta. Suo padre, l'autoproclamato profeta, li teneva lontani dal mondo esterno. Oggi, a distanza di anni, rivediamo Israel in televisione. E precisamente nella nuova serie EO ‘Ferry & Edino: Over Leven’. Ma questa volta non come vittima che si sfoga. No, lui prende le difese dei suoi ex compagni di setta. "Non giudicate troppo in fretta", dice. Ed onestamente? Dopo aver visto la puntata, viene spontaneo chiedersi: cosa ne sappiamo davvero noi di ciò che accade all'interno di quelle comunità chiuse?
Un messaggio che arriva dritto al cuore
In ‘Ferry & Edino: Over Leven’, Ferry ed Edino parlano con persone dalle storie di vita straordinarie. Questa volta il loro ospite è Israel. Racconta apertamente il suo periodo nella setta, ma la cosa più sorprendente è la sua richiesta di comprensione. Sottolinea che chi finisce in una setta spesso non è semplicemente ‘pazzo’ o ‘debole’. Sono persone comuni che rimangono intrappolate in una rete di manipolazione e dipendenza. Israel vuole che si guardi oltre le immagini di quella fattoria isolata. "Anche io mi sono spesso chiesto: dove sono nato?" dice. È una frase che rimane impressa a lungo.
Lo choc per il 'messia' di Waddinxveen
Quello che molti non sanno è che Israel è ancora profondamente colpito da altre storie di sette. Quando è venuta alla luce la vicenda del 'messia di Waddinxveen', anche lui è rimasto scosso. La manipolazione, le bugie, il controllo: riconosce il copione, ma i dettagli continuano a stupirlo. Dimostra che sta ancora elaborando il tutto. Il suo passato non è un libro chiuso, ma una storia ancora in piena evoluzione. Ed è proprio questa vulnerabilità a renderlo così credibile quando dice: "Non dovremmo giudicare troppo in fretta chi decide di uscirne."
Cosa possiamo imparare da Israel
La serie EO fa esattamente ciò che promette il titolo: parla della vita. Di sopravvivenza, sì, ma anche di imparare a vivere DOPO un'esperienza del genere. Israel ne è la prova vivente. Ha una missione: infrangere il tabù e dimostrare che le vite degli ex membri di sette non sono vite sprecate. Nella trasmissione elenca alcuni punti che vuole condividere con noi:
- Non tutti i membri delle sette sono vittime passive – alcuni sono solo alla ricerca di un significato e vengono ingannati.
- Il passaggio al mondo 'normale' è estremamente difficile – immagina di dover lasciare andare tutto ciò che conosci.
- Comprensione e pazienza sono più importanti della condanna – giudicare spinge le persone ancora di più nel loro isolamento.
Sono intuizioni semplici, ma nel contesto del sensazionalismo che circonda le fughe dalle sette, valgono oro. Spesso siamo inclini a puntare il dito subito, ma Israel ci costringe a fermarci un attimo e a riflettere.
Perché questa storia ci tocca tutti
La particolarità di ‘Ferry & Edino: Over Leven’ è che non alza un dito moralistico. Sono semplicemente due ragazzi sinceramente interessati alla storia del loro ospite. E Israel racconta in modo tale da farti mettere in prospettiva la tua stessa vita. Quella sua domanda – "dove sono nato?" – potremmo porcela anche noi. In quali circostanze siamo cresciuti noi, e abbiamo forse il diritto di giudicare gli altri che hanno avuto parametri totalmente diversi?
La forza di questo programma sta nella sua semplicità. Niente drammi gonfiati, niente sensazionalismo. Solo un uomo che, dopo tutto quello che ha passato, ha il coraggio di far sentire la sua voce. Non per ottenere pietà, ma per chiedere comprensione. E forse è questa la cosa più impressionante di tutte. Quindi, mettete in lista questa puntata. Non è solo una storia su una setta, è una storia sull'umanità.